Chiaravalle Centrale verso il declassamento demografico: “Nel 2027 sarà piccolo comune”

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Radici e Ali lancia l’allarme: dati ufficiali e proiezioni certificano il crollo sotto i 5.000 abitanti e denunciano l’assenza di visione dell’amministrazione Donato

  11 febbraio 2026 14:14

"Una traiettoria demografica chiara, documentata e ormai difficilmente reversibile”. È quella che emerge dalla nota diffusa da Radici e Ali, movimento civico e culturale di Chiaravalle Centrale che ha come riferimento politico il consigliere comunale Claudio Foti, che mette in fila numeri ufficiali e proiezioni a medio-lungo termine per descrivere un paese in progressivo svuotamento.

“Tra il 2016 e il 2024 – analizzano - Chiaravalle ha perso 578 residenti, passando da 5.660 a 5.082 abitanti, pari a un calo del −10,2% in otto anni, con una media di circa 72 persone in meno ogni anno. Il dato strutturale che più pesa è il saldo naturale costantemente negativo: a fronte di circa 33 nascite annue, si registrano 66 decessi, un rapporto di due a uno che erode la base demografica. Il saldo migratorio, pur mostrando negli ultimi anni lievi segnali di recupero, non è sufficiente a invertire la tendenza, ma solo a rallentarne marginalmente la discesa”.

Le proiezioni a dieci anni, elaborate su tre scenari (ottimistico −0,8% annuo, moderato −1,1%, pessimistico −1,5%), convergono su un punto: “La soglia dei 5.000 abitanti sarà superata al ribasso entro il 2026-2027”. Nel 2027, anno delle prossime elezioni comunali, la popolazione stimata oscilla tra 4.857 e 4.961 residenti; nel 2036 si scenderebbe tra 4.236 e 4.615. Dati che trovano riscontro nelle rilevazioni e nei bilanci demografici pubblicati da Tuttitalia.it e UrbiStat (fonti ISTAT).

Un passaggio che non è solo simbolico. Scendere sotto i 5.000 abitanti comporta “conseguenze amministrative rilevanti: riduzione dei trasferimenti statali, pressioni verso fusioni o unioni di comuni, e la perdita di fondi peraltro già azzerati per il 2025”. Dal 2027, dunque, Chiaravalle entrerà formalmente nella categoria dei “piccoli comuni”, con margini finanziari e di programmazione ulteriormente compressi.

Sul piano politico-istituzionale, la nota di Radici e Ali è netta: “Le prossime elezioni comunali si terranno nella primavera 2027 (finestra 15 aprile – 15 giugno), a seguito del riallineamento dei comuni che votarono nell’autunno 2021 durante l’emergenza Covid. In quella finestra scadrà il mandato dell’attuale sindaco, Domenico Donato”. Ed è qui che il movimento affonda il colpo: secondo Radici e Ali, “l’amministrazione non ha mai posto il tema demografico come priorità, si sarebbe chiusa al confronto, avrebbe eliminato spazi di partecipazione e mancato di impostare una progettualità strutturale capace di affrontare spopolamento, attrattività, servizi e lavoro”.
“I numeri — sottolinea la nota — non sono un’opinione né una fatalità: sono l’effetto di scelte mancate”. Per il movimento civico, il rischio non è solo la perdita di abitanti, ma “la progressiva marginalizzazione istituzionale del paese, che senza una strategia condivisa rischia di arrivare all’appuntamento del 2027 già declassato, più fragile e con meno strumenti per reagire”.
“Il conto alla rovescia – avvertono - è già iniziato. E ignorarlo, oggi, significa consegnare Chiaravalle a un futuro scritto altrove. Donato passerà alla storia come il sindaco sotto il cui mandato Chiaravalle ha perso il proprio ruolo storico di cittadina centrale nelle Preserre, scivolando sotto i 5.000 abitanti senza una visione, senza un progetto e senza aver mai aperto un vero confronto sul futuro del paese”.

Lo si legge in una nota del Movimento civico Radici e Ali di Chiaravalle Centrale.


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