
Il consigliere di minoranza attacca l'amministrazione Donato: “Risorse assegnate all'ultimo giorno utile e attività già chiuse”
06 gennaio 2026 13:13Il consigliere comunale di minoranza di Chiaravalle Centrale Claudio Foti attacca duramente il sindaco Domenico Donato e la sua amministrazione sulla gestione dei fondi per i comuni marginali, definendo l'operazione un “bilancio devastante” di risorse pubbliche utilizzate non per lo sviluppo ma come strumento di consenso.
L'esponente dell'opposizione punta il dito contro le modalità con cui sono stati gestiti 267.499,46 euro, distribuiti su tre annualità e teoricamente destinati a contrastare lo spopolamento e sostenere lo sviluppo economico locale. Secondo Foti, quella che doveva essere una strategia nazionale seria è stata “completamente tradita”.
“Il 31 dicembre 2025 - ultimo giorno previsto dalla normativa per non perdere le risorse - l'amministrazione comunale ha provveduto ad assegnare i fondi della terza annualità con apposita determina” spiega Foti, sottolineando come questa tempistica non sia un mero dettaglio tecnico ma la prova di una gestione affannosa. “Non strategia. Non visione. Paura di perdere i soldi” incalza il consigliere, aggiungendo che “spendere per non perdere non è governare. È amministrare l'emergenza con l'acqua alla gola”.
L'accusa politica si fa ancora più circostanziata quando si analizza il metodo di assegnazione. Foti denuncia l'utilizzo di oltre 264mila euro in assenza di qualsiasi “analisi preventiva del contesto socio-economico locale” o studio sui settori sostenibili. “I bandi predisposti sono apparsi come un copia-incolla burocratico di modelli standard, privi di qualsiasi elemento di personalizzazione o intelligenza politica” dichiara l'esponente della minoranza, descrivendo un sistema di fondi distribuiti “a pioggia, senza criterio, senza controllo, senza futuro”.
I risultati di questa mancanza di pianificazione, secondo Foti, sono drammaticamente visibili sul territorio. Nonostante il “93% delle risorse” sia stato destinato a nuove attività commerciali, il consigliere evidenzia come diverse di queste abbiano “già chiuso” mentre l'amministrazione celebrava le aperture. “Questo non è un giudizio politico. È un fatto” precisa Foti, osservando che mentre le serrande si abbassavano il territorio continuava il suo declino con uno “spopolamento inarrestato” e la chiusura progressiva di attività storiche. La sentenza è netta: “Nessuno degli obiettivi previsti dal Fondo è stato raggiunto”.
Particolarmente dura è la metafora utilizzata per descrivere l'atteggiamento dell'ente locale. “L'amministrazione ha ridotto il proprio ruolo a quello di un bancomat: ricevere soldi dallo Stato ed erogarli ai cittadini, senza alcuna intermediazione strategica” afferma Foti, ribadendo con forza che “un Comune non è un bancomat” ma un soggetto che dovrebbe governare, orientare e accompagnare gli imprenditori, invece di abbandonarli al loro destino dopo l'assegnazione del contributo.
In vista dell'appuntamento elettorale, Foti solleva dubbi pesanti sulla finalità ultima di queste operazioni. “Questi 264.000 euro sono stati utilizzati per costruire sviluppo o per costruire consenso?” si domanda il consigliere, definendo la gestione dei fondi un “uso politicamente scorretto della cosa pubblica”. Per la minoranza, l'amministrazione ha “tradito lo spirito dei fondi nazionali” e “ingannato i beneficiari”, finanziando attività destinate al fallimento per mancanza di supporto reale.
La conclusione di Claudio Foti è un appello alla comunità affinché non dimentichi quella che definisce un'opportunità storica bruciata. “Ciò che resta, dopo 264.000 euro e tre anni di gestione, non è sviluppo ma disillusione” afferma amaramente, avvertendo i cittadini che “quando la politica promette sviluppo e produce chiusure, non sbaglia: inganna. E l'inganno, a differenza dell'errore, non merita una seconda possibilità”.
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