
Valori fiscali sproporzionati, terreni tassati su basi teoriche e una realtà economica locale che sembra completamente ignorata. È dura la presa di posizione di Noi Moderati Chiaravalle Centrale, attraverso il coordinatore cittadino Vincenzo Fabiano, sul tema dell’IMU applicata ai terreni ricadenti nel nuovo Piano Strutturale Comunale, in particolare nell’Ambito Territoriale Agricolo Urbanizzato.
Secondo Noi Moderati, il problema non è il pagamento dell’imposta in sé. “Nessuno intende sottrarsi al pagamento delle tasse – chiarisce Fabiano –. Le imposte sono un dovere civico e vanno pagate. Ma devono essere calcolate in modo equo, proporzionato e aderente alla reale condizione dei terreni”.
Il nodo, secondo il movimento, è nella sproporzione tra il valore attribuito ai terreni ai fini IMU e la loro effettiva capacità edificatoria. Gli ambiti agricoli urbanizzati risultano infatti valorizzati a 15,00 euro al metro quadrato, pur consentendo, su un terreno di 1.000 mq, una capacità edificatoria di appena 150 mq.
Un confronto che, per Noi Moderati, evidenzia una criticità evidente:
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Ambito P.S.C. |
Valore al mq
Su 1.000 mq si può costruire
Urbano Consolidato — alta densità
31,00 €/mq
800 mq
Urbano Consolidato — bassa densità
23,00 €/mq
600 mq
Periferico / Periurbano Infrastrutturato
19,00 €/mq
400 mq
Agricolo Urbanizzato
15,00 €/mq
150 mq
Produttivo / Commerciale
11,00 €/mq
dato non indicato
“Il calcolo attuale è matematicamente iniquo – afferma Fabiano –. Nelle zone urbane ad alta densità il valore IMU è pari a 31 euro al metro quadrato, con un indice che consente di costruire 800 mq su 1.000. Negli ambiti agricoli urbanizzati, invece, si paga 15 euro al metro quadrato, ma si possono costruire appena 150 mq. In sostanza, si paga circa la metà per poter edificare meno di un quinto rispetto alle zone centrali. Questa non è proporzione: è un’ingiustizia fiscale”.
La questione, però, non è solo tecnica. Per Noi Moderati il problema va letto dentro il contesto sociale ed economico di Chiaravalle Centrale. Negli ultimi anni molte aziende agricole e piccole attività hanno chiuso, la popolazione è invecchiata, lo spopolamento ha indebolito il tessuto economico e il mercato immobiliare locale si è progressivamente fermato.
“Non ci sono più reali richieste di concessioni edilizie, la compravendita dei terreni è quasi scomparsa e i valori di mercato sono ai minimi termini – prosegue Fabiano –. Continuare a tassare questi terreni su valori teorici significa ignorare la realtà del territorio. Un terreno agricolo urbanizzato, spesso privo di concreta appetibilità edificatoria, non può essere valutato quasi come un’area periferica già infrastrutturata, servita e realmente spendibile sul mercato”.
Da qui la richiesta politica alla Giunta guidata dal sindaco Mimmo Donato: intervenire prima che gli accertamenti IMU relativi al periodo 2022–2027 diventino un ulteriore peso per famiglie, piccoli proprietari e cittadini già provati da un contesto economico difficile.
Noi Moderati chiede in particolare una revisione immediata al ribasso dei valori venali, con una riduzione di almeno un terzo del valore attualmente attribuito agli ambiti agricoli urbanizzati, portandolo sotto la soglia dei 15 euro al metro quadrato. Chiede inoltre l’apertura di un tavolo pubblico di confronto con cittadini, tecnici, proprietari e amministrazione comunale, per ridefinire criteri più aderenti alla reale edificabilità, ai servizi presenti, allo stato del mercato immobiliare e alla condizione socio-economica del territorio.
“Pagare le imposte sì, ma pagarle sul valore giusto – conclude Fabiano –. Non si può mettere ancora una volta la mano nelle tasche dei cittadini per coprire le difficoltà finanziarie dell’ente o le conseguenze di una gestione amministrativa che negli anni ha prodotto criticità pesanti. Chiediamo responsabilità, equilibrio e trasparenza. L’amministrazione ascolti il territorio prima che il conto diventi insostenibile per le famiglie”.
Per Noi Moderati, dunque, la battaglia non è contro l’IMU, ma contro una tassazione ritenuta sproporzionata rispetto alla reale capacità edificatoria e alla situazione concreta di Chiaravalle Centrale.
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