Chiaravalle, per Radici e Futuro è allarme declino demografico: “Il paese si svuota”

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  01 novembre 2026 09:39

“A Chiaravalle Centrale c'è un'emergenza che non fa rumore, non occupa le prime pagine dei giornali e non si risolve con una fotografia sui social” - è quanto sottolinea in una nota il movimento civico Radici e Futuro. “È il lento, progressivo impoverimento demografico della nostra comunità”.

“I numeri raccontano una realtà sulla quale non possiamo più permetterci di chiudere gli occhi. Al 1° gennaio 2026 Chiaravalle contava appena 5.072 residenti. Soltanto 72 persone ci separavano dalla soglia dei cinquemila abitanti. Ma il dato ancora più preoccupante riguarda la composizione della popolazione: 1.619 cittadini hanno almeno 65 anni, mentre i bambini e i ragazzi sotto i 15 anni sono appena 566. Quasi tre anziani per ogni bambino o ragazzo. Nel 2025 sono nati soltanto 33 bambini, a fronte di 56 decessi. Non sono statistiche astratte – evidenzia il movimento –. Sono il racconto di una comunità che invecchia, di famiglie che diventano meno numerose, di un tessuto economico e sociale che rischia progressivamente di indebolirsi”.

“E allora dobbiamo porci una domanda, semplice ma decisiva: quale Chiaravalle stiamo consegnando alle prossime generazioni? La maggioranza ha già risposto: lo spopolamento è un fenomeno che interessa tutta la Calabria. Sì? Ma questo non significa che la politica locale possa limitarsi a prenderne atto. Al contrario – si legge ancora nella nota –, proprio perché il fenomeno è strutturale, servono programmazione, capacità amministrativa e una visione di lungo periodo”.

“Negli ultimi anni abbiamo assistito a un susseguirsi di annunci, eventi, inaugurazioni e iniziative pubbliche. Alcune certamente apprezzabili. Ma un'amministrazione non può misurare il proprio successo soltanto attraverso ciò che inaugura. Il risultato più importante dovrebbe essere ciò che riesce a trattenere: le persone, le famiglie, le imprese, le opportunità.

E oggi questi risultati non emergono con sufficiente evidenza. A rendere ancora più delicata la situazione – prosegue il comunicato di Radici e Futuro – è la fragilità finanziaria del Comune. Un ente alle prese con un disavanzo di oltre due milioni di euro, dopo la lunga esperienza del dissesto, deve interrogarsi con particolare rigore sulle proprie priorità”.

“Perché il rischio - è l’attacco politico - è quello di entrare in un circolo vizioso: meno residenti significano, nel tempo, meno vitalità economica e una base contributiva più fragile; servizi e attività che si riducono rendono il territorio meno attrattivo, alimentando ulteriormente il declino. Radici e Futuro ritiene che sia arrivato il momento di cambiare metodo e priorità”.

“Proponiamo l'apertura di una discussione pubblica, da portare anche in Consiglio comunale, per costruire un vero Piano per la permanenza e l'attrattività di Chiaravalle Centrale. Un piano – precisa il movimento civico – che individui obiettivi concreti e verificabili: 1. Sostenere chi vuole vivere e lavorare a Chiaravalle, favorendo il recupero degli immobili inutilizzati, l'insediamento di nuove famiglie e l'accesso alle opportunità offerte dai finanziamenti pubblici. 2. Difendere le attività economiche esistenti, attraverso una fiscalità sostenibile, un confronto reale con commercianti e artigiani e politiche capaci di accompagnare nuovi investimenti. 3. Rafforzare i servizi essenziali, a partire dalla sanità territoriale, dall'assistenza agli anziani, dalla mobilità e dalle esigenze delle famiglie con figli, anche attraverso una collaborazione strutturata con gli altri Comuni delle Preserre. 4. Costruire opportunità per i giovani, coinvolgendo scuole, associazioni, imprese e professionisti in progetti di formazione, innovazione e imprenditorialità. 5.Rendere misurabili i risultati amministrativi, pubblicando ogni anno un rapporto sull'andamento demografico, sulle attività economiche e sull'effettiva capacità del Comune di attrarre residenti e investimenti”.

“Non proponiamo nuovi contenitori burocratici né promesse irrealizzabili – chiarisce Radici e Futuro–. Chiediamo di utilizzare meglio gli strumenti esistenti, individuare le risorse realmente disponibili e stabilire priorità coerenti con le condizioni finanziarie dell'ente. Non si tratta di contrapporre giovani e anziani. Una comunità che invecchia ha bisogno di maggiori servizi, di assistenza e di una rete sociale più forte. E proprio per garantirli nel tempo occorre ricostruire le condizioni perché nuove generazioni possano vivere e lavorare qui”.

“La politica deve tornare a essere capacità di guardare oltre la prossima scadenza elettorale. Il 2027 sarà un passaggio importante per Chiaravalle. Ma non possiamo ridurre il futuro della città a una competizione tra candidati, liste e schieramenti. Il vero confronto – sottolinea ancora il movimento – deve essere tra due idee di amministrazione: quella che si accontenta di gestire l'esistente e quella che si assume la responsabilità di cambiare una traiettoria di declino. Per Radici e Futuro, il punto di partenza è questo: Chiaravalle deve tornare a essere un luogo in cui si possa scegliere di restare, non soltanto un luogo al quale tornare per nostalgia. Perché le radici custodiscono la nostra storia. Ma senza un futuro rischiano di diventare soltanto memoria”.

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