Chiaravalle, riscossione coatta sotto accusa: annunciato un esposto alla Guardia di Finanza

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Dal confronto pubblico del 7 febbraio emergono presunte irregolarità amministrative e contabili

  08 febbraio 2026 11:27

Si è chiuso con l’annuncio di un esposto alla Guardia di Finanza il confronto pubblico che, venerdì 7 febbraio, ha portato alla luce un quadro definito “grave e inconfutabile” sulla gestione della riscossione coatta dei tributi comunali. Un atto formale che arriva al termine di un’iniziativa pubblica promossa, a Palazzo Staglianò, dai consiglieri comunali di minoranza Claudio Foti e Vito Maida, dal movimento "La Panchina", rappresentato al tavolo dei relatori da Lucio Falvo, e dall’Associazione Saturno. Presenti, sala, numerosi cittadini e rappresentanti locali di Noi Moderati, Forza Italia e Partito Democratico.

Nel corso dell’incontro sono stati esaminati documenti, numeri e provvedimenti ufficiali che – secondo i promotori – evidenziano criticità amministrative, contabili e normative di particolare rilievo. Al centro della denuncia, l’esternalizzazione del servizio di riscossione coatta affidato dall’amministrazione guidata dal sindaco Donato a una società esterna.
 
Un affidamento ritenuto illegittimo
Dalla ricostruzione illustrata emerge che l’affidamento sarebbe avvenuto tramite affidamento diretto, modalità che – è stato sostenuto – contrasterebbe con il Codice dei Contratti Pubblici, il quale per le concessioni di servizi impone procedure a evidenza pubblica fondate su concorrenza, trasparenza e parità di trattamento. A sostegno di questa tesi sono stati richiamati pareri dell’ANAC e orientamenti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che escluderebbero la legittimità di un affidamento diretto in casi analoghi. Un passaggio centrale riguarda il ruolo del Consiglio Comunale, che avrebbe deliberato l’indirizzo verso una procedura pubblica. Indirizzo che, secondo quanto denunciato, non sarebbe stato rispettato.
 
Una scelta definita “politica e consapevole”, tale da esautorare l’organo consiliare e alterare l’equilibrio tra gli organi dell’ente. Nel dettaglio del contratto con la società concessionaria sarebbero emerse condizioni economiche difformi rispetto a quanto deliberato dal Consiglio: un aggio più elevato e voci modificate in assenza di atti autorizzativi. Un “doppio binario” decisionale, è stato sostenuto, tra atti formali e contenuti sostanziali dei contratti. 
L’aspetto definito più critico riguarda le modalità di pagamento al concessionario. Durante l’incontro sono state elencate, documenti alla mano, presunte irregolarità: assenza di controlli preventivi sulle fatture, mancanza di determine di liquidazione e di mandati quietanzati, assenza di verifiche DURC e fiscali, pagamenti effettuati direttamente dal tesoriere comunale tramite SDD (SEPA Direct Debit) e, soprattutto, assenza di tracciabilità in bilancio delle somme erogate. Un sistema che, secondo i denuncianti, renderebbe di fatto impossibile qualsiasi verifica sulla legittimità e congruità della spesa pubblica.
 
A fronte di queste contestazioni, la minoranza consiliare riferisce di aver richiesto senza esito documentazione sugli incassi, sugli importi versati alla società, la tracciabilità in bilancio e il giornale di cassa 2025, oltre alla convocazione urgente di un Consiglio comunale straordinario e all’adozione di atti di indirizzo per la sospensione del contratto. Tutte richieste rimaste, secondo quanto affermato, senza risposta.
 
Le presunte irregolarità sono state segnalate anche alla Prefettura, alla Corte dei Conti e al Revisore dei Conti, senza che – è stato riferito – siano seguiti interventi. Da qui l’annuncio conclusivo: il deposito di un esposto circostanziato alla Guardia di Finanza, affinché vengano accertati i fatti e le eventuali responsabilità, così come sta avvenendo, per casi simili, in altri comuni calabresi.
 
Il messaggio finale, rivolto ai cittadini, è netto: “legalità, trasparenza e rispetto delle istituzioni democratiche”. Su questi principi, è stato ribadito da Foti e Maida, “non sono più accettabili ambiguità né silenzi”. Non sono mancati gli interventi del pubblico a testimonianza del clima di disappunto che coinvolge tanti cittadini oggetto di pesanti fermi amministrativi "anche per cifre irrisorie".

 


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