
di FRANCO CIMINO
Il mare di settembre è bello. Ha tutti i colori e tutti i suoni del mare. Possiede persino un orologio che regola il passaggio delle stagioni e un leggero suono, delicato come una melodia, che ne anticipa l’arrivo. Il mare di settembre è bello. È sempre stato bello, perché contiene, nello stesso tempo, gioia e tristezza.
Ricordo quello della mia gioventù, quando il mare di settembre arrivava fino al 2 ottobre, data di inizio e di ripresa delle nostre scuole. Era bella anche quella scuola, con un numero di giornate scolastiche inferiore rispetto a quello che, successivamente, l’Europa avrebbe voluto per tutti gli Stati dell’Unione Europea.
Ora che sono grande e che, addirittura, a scuola ho trascorso quarant’anni da insegnante, iniziando le lezioni prima della metà di settembre e, talvolta, le attività scolastiche addirittura alla fine di agosto, penso che sia stato e sia ancora un grave errore.
L’errore principale è quello di far perdere ai ragazzi il mare di settembre e di costringerli a carburare come quegli atleti che hanno bisogno di almeno due settimane prima di entrare in forma. Così è per gli studenti e per gli scolari della scuola di settembre.
Ritorno al ricordo dell’infanzia. Il 2 ottobre lo facevamo arrivare di colpo, come qualcosa che irrompeva improvvisamente e ci procurava un po’ di rabbia e di tristezza, proprio perché non volevamo lasciare quel mare di settembre.
Eravamo capaci di allungare le giornate, quasi più del sole stesso, che intanto accorciava la sua luce via via che passavano i giorni. Il mare al mattino. Una breve sosta obbligatoria per il riposo quotidiano, il pranzo con i genitori e poi, dalle quattro del pomeriggio fino a sera, di nuovo in spiaggia a giocare a pallone. E poi tuffarsi, sudati e pieni di sabbia, nel mare ancora bello, calmo e fresco di settembre.
È vero che questo mare, più ancora del cielo, ha da sempre annunciato la fine dell’estate, quando improvvisamente si forma vicino alla riva uno scalino, più o meno alto. Ancora oggi lo crea.
Ma questo rende ancora più affascinante il mare e questo mese. Nel nostro mare, quello di Catanzaro, che si allunga a destra e a sinistra su tutto il litorale ionico, da Sibari fino a Reggio Calabria, questo scalino oggi ti affatica, perché gli anni sono passati e salirlo è diventato più faticoso. Ma scenderlo diventa quasi un piccolo trampolino dal quale ci si può tuffare, senza quelle paure che la maggior parte di noi ragazzi aveva a quell’età, quando ci si doveva buttare dai trampolini costruiti montando la sabbia e sistemandovi sopra una tavola, anche a un metro di altezza.
Beh, quella era un’impresa per i più coraggiosi. Noi, io in particolare, ci accontentavamo di questo scalino. Il mare di settembre è bello. È sempre stato bello perché, all’inizio della sera, anzi, già dal primo imbrunire, muove una leggera brezza che rinfresca l’aria e solletica la pelle, quasi respirandovi sopra un tocco di rinnovata vitalità.
Il mare di settembre è ancora più bello oggi, anche per una sorta di effetto positivo della mutazione climatica, che sembra ormai averlo trasformato in un mese prettamente estivo. Una sorta di agosto raddoppiato. La prova l’abbiamo avuta e la stiamo avendo con questo caldo africano che non ci lascia un attimo e che non lascia respirare le vie, le città, le piazze delle città lontane dal mare.
Il mare è provvidenziale, quindi, a settembre, perché ti fa vivere l’estate ancora più pienamente. Puoi stare in spiagge che non siano affollate e vivere pienamente i paesi e le città adagiate sul mare, senza i rumori delle discoteche sotto i balconi e senza l’affollamento dei lungomare e delle strade.
Il mare di settembre, in questa mutevole situazione climatica, potrebbe prolungarsi fino a ottobre e trasformare settembre e ottobre in un unico grande mese: il mese dell’estate che resta. Un beneficio straordinario, specialmente per la Calabria.
Pensate a una terra bagnata per tre parti del suo territorio da due mari. Circa 800 chilometri di costa, tutte, tutte, tutte bagnate dal mare. Un regalo che un Dio nuovo e di tutte le religioni, Dio buono e misterioso, ha voluto farci e che dovremmo saper utilizzare, organizzando un’estate davvero attrattiva per i turisti provenienti da ogni parte del mondo e, in particolare, dal Nord Europa. Immaginate gli alberghi pieni, i ristoranti pieni, i bar pieni, le pizzerie e i locali diversi animati da un turismo più calmo, probabilmente più dedicato a persone di diverse generazioni, non soltanto a quelle prettamente giovanili, ma anche a quelle della quarta e della quinta età.
È qui che il mare di settembre-ottobre, quello dell’estate che non si arrende, potrebbe diventare una straordinaria opportunità. Eppure procura rabbia e tristezza, se si considera un fatto che oserei definire drammatico per la nostra regione: a godere di questo mare stupendo siamo in pochi.
Sempre progressivamente più pochi. Tanto che, come negli anni precedenti, sarò probabilmente solo a immergermi in queste acque meravigliose: lucenti e cristalline, pulite e trasparenti, ondeggianti lievemente, come fa il cuore quando si lascia attraversare dalle diverse emozioni e, soprattutto, quando la più forte non vuole che qualcuno glielo rompa. Il cuore.
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