Cimino: “Luigi Mariano Guzzo é di Catanzaro ed è stato nominato direttore del Centro di Bioetica dell’Università di Pisa”

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Luigi Mariano Guzzo

  22 ottobre 2026 16:45

di FRANCO CIMINO

Pisa è una delle più belle città italiane. Piccola e graziosa, racchiude in sé un patrimonio straordinario di storia, arte e cultura. Le sue origini si perdono lontano nel tempo e la sua identità si è costruita attraverso secoli intensi, che le hanno lasciato in eredità un patrimonio ambientale e architettonico di rara bellezza, una struttura urbana tra le più armoniose d’Italia e testimonianze artistiche che affascinano il mondo.

Pisa possiede una piazza che, da sola, varrebbe la bellezza di cento altre città. Si estende su un territorio relativamente piccolo e conserva proprio per questo il fascino e la grazia di una città a misura d’uomo, capace di offrire moltissimo a chi la vive e a chi la visita. Ha persino il mare, con un litorale che contribuisce alla sua vivacità turistica.

A Pisa non manca nulla. Ci sono la cultura, i luoghi della conoscenza e gli spazi nei quali, nel corso dei secoli, si sono formate personalità capaci di arricchire non soltanto la città, ma l’intero Paese, influenzando anche la vicina Firenze. Pisa è un centro di sapere, di formazione e di elaborazione culturale, nel quale sono cresciuti intellettuali, professionisti, artisti e nuove correnti di pensiero. Vanta tre università di grande prestigio, tra cui una delle istituzioni accademiche più antiche del mondo.

È una città importante di una regione tra le più belle e ricche d’Italia e del mondo: la Toscana, che racchiude in tutto il suo territorio qualità straordinarie, impreziosite da paesaggi di rara bellezza. Pisa, con la sua storia e la sua armonia, ne rappresenta una delle espressioni più affascinanti.

Da tre anni, questa città accoglie un altro brillante calabrese, in aggiunta alle migliaia di nostri conterranei che qui hanno studiato, vissuto e, in molti casi, continuano a vivere. Persone che si sono affermate grazie alle proprie capacità e che hanno contribuito alla crescita e all’ulteriore arricchimento della città.

È un giovane professore universitario, nato, cresciuto e formatosi a Catanzaro, dove ha conseguito brillantemente il suo primo titolo di studio presso la nostra Università Magna Graecia. Ama profondamente la sua città, dalla quale non si allontanerebbe mai, se non fosse per quella spinta culturale inarrestabile che lo porta a studiare, a conoscere e a confrontarsi con nuove realtà culturali, in Italia e nel mondo.

Ha appena trentotto anni, un’età ancora giovane per aver già raggiunto traguardi accademici tanto importanti. Da alcuni anni è professore all’Università di Pisa, nel Dipartimento di Giurisprudenza, dove insegna materie legate al diritto e alla religione, nonché ai beni ecclesiastici e culturali.

Studia molto. Studia sempre. E lo fa senza bisogno di isolarsi per ventiquattr’ore in un laboratorio o in una stanza circondata da colonne di libri. Vive pienamente la vita sociale e si impegna nella comunità, anche attraverso la sua fedele appartenenza alla Chiesa cattolica, contribuendo al dibattito sulle grandi questioni culturali e teologiche che attraversano la vita della Chiesa e il suo rapporto con il mondo contemporaneo.

È anche un bravo ragazzo, nel senso più autentico e profondo del termine. È una persona buona d’animo, semplice e umile, capace di donare molto di sé senza ostentazione, vanità o fanatismi.

Studia, scrive, insegna e interviene nei convegni ai quali partecipa, anche in ambito internazionale. Ovunque si distingue per la serietà delle sue argomentazioni e per la profondità del suo pensiero.

È bravo perché è buono, educato e rispettoso di tutti: delle persone, delle autorità e delle istituzioni, dentro e fuori dall’università, come nella comunità ecclesiale alla quale appartiene.

È buono perché è sensibile alle grandi questioni sociali, in particolare ai bisogni dei poveri e degli emarginati. È sensibile anche sul piano culturale, dove promuove, con spirito aperto e grande capacità critica, il confronto sulle questioni che riguardano la Chiesa cattolica e il suo rapporto con i grandi problemi del mondo: le disuguaglianze, la povertà e, soprattutto, le ingiustizie.

Insomma, potremmo definirlo un intellettuale cattolico aperto al cambiamento, profondamente radicato nella propria fede ma capace di guardare al mondo con libertà di pensiero e spirito critico.

Non potrebbe essere altrimenti, considerando la formazione ricevuta e le figure che hanno accompagnato il suo percorso umano e culturale: l’amato vescovo Antonio Cantisani e l’illuminato sacerdote don Pino Silvestri e il suo amato papà, grande uomo di scuola e di cultura, scomparso solo poche settimane fa. A rafforzare la sua tensione verso il cambiamento hanno contribuito anche il magistero di papa Francesco e la testimonianza di don Mimmo Battaglia, oggi cardinale, che segue e stima da molto tempo.

Studia, legge e scrive. Numerose sono le sue pubblicazioni, che comprendono non soltanto saggi e contributi scientifici, ma anche opere dedicate a temi complessi e talvolta difficili, affrontati con rigore e profondità.

Questo giovane professore di Catanzaro, oggi docente a Pisa, nella serata di ieri è stato eletto direttore del Centro di Bioetica dell’Università di Pisa.

Non intendo soffermarmi a lungo sulle competenze scientifiche e sulle attività di ricerca di questo organismo, impegnato nello studio di grandi questioni bioetiche: dal fine vita alla procreazione, dalla sperimentazione animale all’intelligenza artificiale, fino alle molte altre problematiche che interrogano la coscienza individuale e collettiva. Questioni che si intrecciano, in ultima analisi, con due grandi interrogativi davanti ai quali si trova ancora l’umanità: la pace e la guerra.

Voglio ricordare, invece, che il Centro è stato diretto per sei anni dal professor Tommaso Greco, giurista di fama internazionale e autorevole studioso del diritto, docente all’Università di Pisa. Tra le figure che lo hanno guidato vi è anche il professor Roberto Romboli, docente di diritto costituzionale presso lo stesso ateneo e componente del Consiglio superiore della magistratura.

Sono studiosi e docenti di grande valore, che hanno preceduto il nostro giovane conterraneo alla guida del Centro.

Adesso, a dirigere questo importante organismo, c’è lui: il nostro giovane, bravissimo e amato catanzarese.

A questo punto, tutti coloro che mi hanno letto avranno certamente capito che sto parlando di Luigi Mariano Guzzo, il nuovo direttore del Centro di Bioetica dell’Università di Pisa.

Ne scrivo non soltanto per dare una notizia che merita di essere conosciuta e diffusa, ma anche perché, da amico e da cittadino di Catanzaro, provo un’emozione fortissima, che arriva fino alla commozione. Sento dentro di me un profondo orgoglio: l’orgoglio di essere catanzarese e calabrese.

È un orgoglio che rafforza una speranza personale: che anche da Pisa, magari un giorno tornando nella sua terra, Catanzaro e la Calabria possano crescere grazie al contributo di giovani straordinari come Luigi Mariano Guzzo.

Giovani bellissimi, non soltanto per ciò che sanno o per i traguardi che raggiungono, ma soprattutto per ciò che sono. Giovani che amano la cultura, si impegnano nello studio, mettono a frutto onestamente i propri talenti e, soprattutto, amano, amano, amano le persone che incontrano, ovunque si trovino. Amano la propria città e quella nella quale saranno chiamati a vivere e a mettere a frutto le proprie capacità.

Perché il sapere, quando si accompagna alla bontà d’animo, all’umiltà e all’amore per gli altri, diventa qualcosa di ancora più grande: uno strumento per migliorare la società e rendere migliore il mondo in cui viviamo. Auguri, Luigi. Con il cuore battente, auguri.