Cirillo, Gigliotti e Ventura: “In autotutela il Comune annulli la delibera 'Giovino'"

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  17 agosto 2026 12:24

 

In Consiglio Comunale, negli ultimi giorni di luglio, si è consumato un episodio importante, dirimente, che ha caratterizzato l’Amministrazione Comunale di Catanzaro. La vicenda, che riteniamo rilevante, non dovrà essere archiviata, perché riguarda la sostanza delle scelte politiche/amministrative che caratterizzano l’Amministrazione Comunale e i gruppi di Centrosinistra. Il nostro intervento, squisitamente politico, è volto a richiamare l’attenzione sul significato che sott’intende l’approvazione della delibera di Consiglio Comunale votata il 23 luglio 2026, avente per oggetto: “Assegnazione destinazione relativa al suolo in Zona Territoriale Omogenea F2 del vigente P.R.G. per l’assegnazione “Attrezzature d’Interesse Comune” – richiesta dalla CO.ME.T. S.R.L. Leg. Rappr. Floriano Noto – CALABRIASUE n.11063”, e si rivolge esclusivamente all’istituzione comunale, Giunta, Consiglio Comunale e alle forze politiche di centrosinistra, in particolare al Partito Democratico.

La Provincia di Catanzaro, alcuni anni fa, maggioranza di Centrodestra, vende un terreno in zona Giovino nel quartiere Lido, alla società CO.ME.T. S.R.L. È un terreno “storicamente” assegnato al verde, sul quale si svolgono attività sportive, con anche un campo di calcio, utilizzato dalla squadra del Catanzaro. L’atto di vendita vincola l’acquirente a continuare a utilizzare tale area per le medesime attività.

A distanza di meno di tre anni dall’acquisto la CO.ME.T. chiede al Comune la variazione di destinazione, da “Verde Attrezzato” ad “Attrezzature d’Interesse Comune”, per realizzare abitazioni per la terza età: soggiorno ed erogazione di servizi ai residenti over 65, autosufficienti. Non una RSA, ma alloggi a pagamento per anziani che se lo potranno permettere. La richiesta e anche per realizzare alloggi per studenti universitari, anche qui, così si capisce, a pagamento.

L’Amministrazione Comunale, a partire dal sindaco, non contrasta questa richiesta. Infatti, non ci sono atti, prese di posizioni o altro, che avvalorino avversità. Anche i componenti della Commissione Consiliare all’Urbanistica esprimono, all’unanimità dei presenti, voto favorevole, per primo il consigliere del Partito Democratico, Gregorio Buccolieri, presidente della commissione. La delibera, dunque arriva, tranquillamente, in Consiglio Comunale, e qui il vicesindaco e assessore all’urbanistica, esponente del PD, in qualità di proponente, presenta la pratica.

La seduta del Consiglio Comunale registra l’assenza di 11 consiglieri su 32, un terzo dell’intero Consiglio: molte sono le domande che ci pongono tali assenze che, per il numero alto, ci è sembrata una diserzione. (ricordiamo che restiamo in attesa di sapere come avrebbero votato gli assenti).

Votano a favore i consiglieri di Centrodestra e quasi tutti quelli del gruppo Misto, meno uno, iscritto al PD, che vota no assieme e tutti gli altri del Centrosinistra. È da sottolineare in particolare l’assenza del consigliere del PD, presidente della Commissione Urbanistica, che aveva sostenuto la pratica e votato in commissione favorevolmente. Passa la pratica. Il risultato del voto è, riteniamo, una bomba politica perché decreta la insanabile rottura della maggioranza in Consiglio: si è divisa sul voto a una delibera che squalifica la volontà politica strategica del sindaco. Questa Amministrazione Comunale, dopo una così cocente sconfitta, ha il dovere politico di chiudere qui il suo percorso, cosa che, purtroppo, a tutt’oggi non è avvenuto. Quanto accade è inaccettabile. Si è esterrefatti. A questo punto riteniamo che, se pure in ritardo, il Partito Democratico dovrà chiedere al sindaco di trarne le conseguenze, e preannunciare, qualora non ci saranno nel breve tempo sue coerenti determinazioni, l’uscita dalla maggioranza.

È una vicenda che presenta aspetti che necessitano di essere evidenziati. Noi riteniamo, infatti, che questa delibera sin dall’inizio del suo percorso abbia trovato un ampio consenso nella gran parte dei Consiglieri Comunali. Anche l’assessore all’urbanistica, espressione del sindaco, non ha posto ostacoli all’esito favorevole della pratica.

Siamo sicuri che questa delibera è stata voluta dal centrodestra e non da una più ampia “coalizione”? Risulta da quanto è avvenuto durante l’iter, che è stata sostenuta apertamente e o in tacito silenzio da gran parte del Centrosinistra, e dalla maggioranza tutta del sindaco, nonché dalla Giunta. È arrivata in Consiglio Comunale con un ampio consenso: con la certezza di ampio voto favorevole. Solo negli ultimi giorni, ma troppo tardi, prima del Consiglio, gli organismi ufficiali del PD provinciale e di Catanzaro hanno chiesto il voto contrario ai consiglieri del PD e del centrosinistra, che hanno “ottenuto”. Ma non ci sono state prese di posizioni e interventi significativi a motivazione del no, salvo in un solo pregevole intervento in Consiglio Comunale. Se non ci fosse stata la richiesta del PD, tutto fa pensare che avremmo avuto un più ampio voto favorevole, anche quello del sindaco. Perché riteniamo questo?

Tale delibera, come già detto, durante il suo percorso ammnistrativo non è mai stata osteggiata dall’Amministrazione Comunale. La Commissione Consiliare preposta ha lavorato per sostenere la richiesta della CO.ME.T. Non abbiamo notizie d’iniziative contro da parte del sindaco, né tanto meno dall’assessore all’urbanistica. Il sindaco non ci risulta abbia fatto le barricate per impedirne l’arrivo in Consiglio, o che abbia minacciato le sue dimissioni nell’eventualità che la delibera avesse ottenuto un voto a maggioranza favorevole. Cosa che sarebbe stata doverosa, perché si tratta di un deliberato contro le scelte fondamentali programmatiche e sempre dichiarate dal sindaco. Il vicesindaco ed assessore all’urbanistica, emanazione della volontà del sindaco, non potrebbe essere diversamente, pena l’uscita dalla Giunta, non ha mai osteggiato la richiesta della CO.ME.T. In Consiglio Comunale, in qualità di proponente del deliberato, non ha chiesto a nome della Giunta e del sindaco il voto contrario. Il sindaco, atto politico dovuto, su tale importante pratica, avrebbe dovuto prendere la parola per svolgere un qualificato intervento e annunciare, qualora il Consiglio avesse espresso un voto favorevole, le sue irrevocabili dimissioni. Ma non l’ha fatto. Grave. Non ha detto nulla; si è limitato ad esprimere il suo no alla pratica. Il Sindaco ha voluto dare il messaggio, così interpretiamo, che rispetto alla delibera in votazione, l’Amministrazione Comunale ha voluto assumere una posizione di neutralità, affidando al Consiglio, senza condizionamenti, la decisione. Anche questa scelta sarebbe un assurdo politico amministrativo: una pezza che mette più in risalto il buco. Non può esistere tale collocazione, perché su tali argomenti si gioca tutta la politica per la città. Riteniamo, pertanto e purtroppo, che l’esperienza Fiorita, anche per questa scelta, sul piano politico, si sia miseramente conclusa il 23 luglio.

Per correre ai ripari l’unica possibilità di riscatto, che resta, sarebbe quella di riportare in Consiglio la delibera perché sia in autotutela revocata. Potrà essere, con un atto formale, una richiesta avanzata dal gruppo del PD. È bene ricordare che il Segretario Provinciale Gregorio Gallello, aveva chiesto al gruppo al comune di adoperarsi per il ritiro della delibera. Oggi la revoca sarebbe una iniziativa doverosa e più che possibile.

La delibera, infatti, presenta chiare criticità: è in contrasto con l’art. 56 del N.T.A. (non ci sono i presupposti per far rientrare la richiesta della CO.ME.T. nella qualità di “Attrezzature d’Interesse Comune”). È, riteniamo, in contrasto con il vigente P.R.G; è in chiara contraddizione con il PSG, già licenziato dalla Giunta. Contiene anche prescrizioni, un aiuto, rispetto a una eventuale futura richiesta di ulteriore cambio d’uso, formulati in delibera, che ci sembrano particolarmente anomali. Ma riteniamo che è tutta la delibera che presenta forti contraddizioni.

La delibera, per quanto esposto, dovrà essere annullata in autotutela perché in contrasto con quanto sommariamente richiamato, e di conseguenza in violazione dell’interesse pubblico.

Concludiamo ricordando il particolare impegno dell’Amministrazione Comunale del sindaco On. Rosario Olivo, che riuscì a difendere da ogni speculazione edilizia l’area di Giovino. Tutto il Centro/Sinistra ne fece, allora, una questione di principio. 

                                                                     Bernardo Cirillo   già Consigliere Comunale

                                                                     Antonio Gigliotti già Consigliere Comunale

                                                          Sabatino Ventura Nicola già Assessore Comunale