di STEFANIA PAPALEO
Ordinanza di custodia cautelare in carcere annullata e immediata libertà per Manuel Pinto, ritenuto tra gli organizzatori del clan dei gaglianesi e uomo di fiducia di Vincenzo Graziano Santoro nelle carte dell'operazione "Clean Money" che, all'alba del 17 febbraio scorso, ha travolto 34 persone, con l'arresto di 22 di loro (12 in carcere e 10 agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico) per mano del gip Gilda Danila Romano.
A scarcerare Pinto sono stati i giudici del Tribunale della Libertà, in accoglimento del ricorso del difensore di fiducia, l'avvocato Anselmo Mancuso, che ha sostenuto l'insussistenza delle esigenze cautelari alla base dell'ordinanza impugnata.
Contro gli indagati, il teorema accusatorio messo su dai sostituti procuratori Veronica Calcagno e Debora Rizzo, sulla base delle conclusioni investigative tratte dai poliziotti che, per mesi e mesi, sono stati con il fiato sul collo dei presunti affiliati al clan, ricostruendone i ruoli all'interno dell'organigramma e ipotizzando contro di loro, a vario titolo, i reati di associazione di tipo ‘ndranghetistico, associazione per delinquere, plurimi reati contro la persona e il patrimonio, anche aggravati dalle finalità e/o modalità mafiose.
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Strada facendo, tuttavia, l'operazione sta perdendo sempre più pezzi, con l'annullamento da parte dei giudici del Tribunale de Riesame delle misure cautelari per quasi tutti gli indagati.
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