Codacons: "Sorical applichi le tariffe idriche corrette"

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  07 giugno 2019 15:39

Le parole del procuratore di Cosenza, Mario Spagnuolo, in Commissione parlamentare ecomafie sul sistema depurativo nel cosentino, sono forse paragonabili, per l’on. Luigi Incarnato, alla luce accecante che, lungo la via di Damasco, condusse Saulo di Tarso a convertirsi.
E così oggi, l’uomo “nuovo” Incarnato inizia a predicare: “bisogna passare subito alla piena attuazione della legge Galli e realizzare anche in Calabria il sistema idrico integrato”.
Ci fa piacere che il commissario di SoRiCal, già assessore regionale ai Lavori Pubblici, si dichiari consapevole che in Calabria il sistema idrico è svolto in maniera disgiunta, ovvero non è integrato.
La folgorazione del commissario è totale, tanto che sente il
bisogno di comunicare, urbi et orbi, che dal 2010 i criteri di adeguamento e applicazione delle tariffe sono regolati da un’Autorità statale.
Questo rappresenta un segnale divino - ironizza Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons.
Finalmente Incarnato e, quindi, SoRiCal, riconosce la competenza dello Stato nella determinazione delle tariffe idriche !
Intendiamoci si tratta della scoperta (per restare in tema) dell’acqua calda, infatti la competenza statale c’è sempre stata, solo che era completamente sfuggita proprio all’on. Incarnato che, come Saulo di Tarso prima della conversione, sadicamente ha perseguitato i Calabresi.
Difatti, quello che oggi è un uomo nuovo, quando venne nominato assessore, nel maggio 2005, nulla disse sulla “procedura di adeguamento delle tariffe” stabilita dalla direttamente Regione.
Oggi, invece, sale in cattedra per spiegare che in una regione dove il servizio idrico non è (e non era) integrato, la competenza spetta (e spettava) al CIPE.
PECCATO CHE L’ASSESSORE INCARNATO NON ABBIA CONOSCIUTO IL COMMISSARIO INCARNATO.
Nel 2005 quello  che sarebbe diventato il capo di SoRiCal pensó bene di “adeguarsi” alle procedure regionali e di applicare ai comuni tariffe che oggi, riconosce essere illegittime.
Crediamo comunque che una prima folgorazione l’abbia avuta già a giugno 2006, quando ispirò un ricorso per avocare alla Regione la competenza degli adeguamenti delle tariffe.
Probabilmente il tarlo del dubbio aveva iniziato a intaccare le sue certezze.
Poi ecco un primo timido “segnale”: nel luglio 2009 la Corte Costituzionale ha rigettava il ricorso della Regione e ribadiva “l’esclusiva competenza dello Stato” nella determinazione delle tariffe idriche.
In buona sostanza per la Consulta in Calabria le tariffe dovevano essere stabilite applicando la delibera CIPE 117/2008.
Dovevano...ma, com’è noto, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Dunque neppure la Corte Costituzionale è riuscita a convincere il buon Saulo Incarnato, tanto che a marzo 2010 concluse il mandato di assessore, mantenendo quelle tariffe illegittime che hanno comportato bollette elevatissime per tutti i calabresi.
Anzi, ironia della sorte, gli adeguamenti per il 2010 furono stabiliti direttamente da SoRiCal. 
Il privato che stabilisce le tariffe pubbliche...altro che repubblica delle banane !
Purtroppo Incarnato non era più assessore quando la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ha ribadito che la competenza per gli adeguamenti delle tariffe è esclusiva dello Stato e che SoRiCal non poteva stabilire gli adeguamenti tariffari.
Così come non era più assessore quando il Comitato di consulenza giuridica della Giunta regionale sottolineò che gli adeguamenti delle tariffe dovevano essere determinati in base alla delibera CIPE 117/08 e che dovevano essere operati i conguagli tra “le tariffe concretamente applicate e quelle scaturenti da una corretta applicazione della delibera CIPE n.117/2008”.
Siamo malevoli se pensiamo che si è preferito evitare di fare questi benedetti conguagli - sostiene Di Lieto - per avvantaggiare SoRiCal e vessare i Cittadini ?
“SAULO, SAULO, PERCHÉ MI PERSEGUITI ?"
E di una vera persecuzione si tratta. Infatti non rispettare le norme ha permesso a SoRiCal una maggiore fatturazione dei volumi idrici ai comuni e, quindi, un aumento illegittimo delle bollette.
Un maggiore importo fatturato, a tutt’oggi - sostiene Francesco Di Lieto - valutabile in circa 190 milioni di euro.
Auspichiamo che alla folgorazione di Saulo Incarnato segua quella degli amministratori calabresi che devono, nell’interesse dei propri Cittadini, rivendicare il giusto pagamento delle tariffe dell’acqua.
Stiamo organizzando - conclude Di Lieto - un’iniziativa pubblica rivolta a tutti i cittadini nonché agli amministratori locali, per ripristinare la “legalità tariffaria” in Calabria e consentire quei famosi “conguagli”. Ovvero la restituzione di tutte le somme pagate in più dai comuni e, di riflesso, da tutti i Calabresi.

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