Comune di Catanzaro sotto organico, Rizza: "Servizi a rischio e dipendenti lasciati soli, colpa della politica"
19 maggio 2026 12:10di ROBERTO RIZZA
I dati recentemente pubblicati da Italia Oggi (LEGGI QUI) dovrebbero imporre una riflessione seria sullo stato della macchina amministrativa del Comune di Catanzaro:
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Comune di Catanzaro sotto organico: “Servizi a rischio e dipendenti lasciati soli. Colpa della politica”
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Personale ridotto e uffici in affanno. Italia Oggi fotografa la crisi del Comune. Catanzaro sotto la media nazionale dei dipendenti comunali.
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Rizza denuncia la crisi della macchina comunale dopo i dati pubblicati da Italia Oggi: “Meno di 3 dipendenti ogni mille abitanti, uffici in sofferenza e lavoratori lasciati soli. La politica ha sottovalutato il problema per anni".
Secondo l’analisi riportata dal quotidiano, il nostro Comune registra un rapporto dipendenti-popolazione ben al di sotto della media di molti altri capoluoghi italiani, confermando come il vero problema degli enti locali del Mezzogiorno non sia un presunto eccesso di personale pubblico, ma esattamente il contrario: organici insufficienti, strutture amministrative impoverite e servizi sempre più fragili.
Nei capoluoghi italiani il numero medio di dipendenti comunali a tempo indeterminato è pari a 6,4 ogni 1.000 abitanti. Catanzaro scende sotto i 3 dipendenti ogni 1.000 abitanti. A mio avviso non si tratta soltanto di una statistica, ma della fotografia più nitida della fragilità amministrativa dentro cui la città è stata progressivamente trascinata. È un dato che porta con sé una storia fatta di responsabilità precise, ritardi e scelte politiche insufficienti, quando non completamente sbagliate.
I numeri contenuti nel Piano 2026-2028 dell’ente parlano infatti di appena 249 dipendenti, con un’età media elevata e una progressiva perdita di competenze, professionalità ed esperienze che negli anni ha indebolito profondamente la capacità operativa del Comune.
Certo è un problema nazionale, per il quale è necessario tenere conto, su tutto il resto, delle politiche nazionali sul tema degli ultimi vent'anni e del divario retributivo che penalizza gli enti locali rispetto alle altre amministrazioni, ma è, a livello cittadino, un problema non più rinviabile sul quale la politica cittadina ha il dovere di aprire finalmente una discussione seria e responsabilie. Per troppo tempo questo tema infatti è rimasto ai margini del dibattito amministrativo, quasi fosse una questione esclusivamente tecnica, quando invece riguarda direttamente il futuro della città e la qualità (quale?) dei servizi garantiti ai cittadini.
La città vive quotidianamente le conseguenze di una macchina comunale in evidente sofferenza. I servizi fanno fatica a reggere, gli uffici sono sottoposti a una pressione continua e i dipendenti comunali si trovano costretti a lavorare in condizioni sempre più difficili, sostenendo carichi spesso incompatibili con le reali forze disponibili. A questi ultimi va innanzitutto espressa piena solidarietà e riconoscenza. Perché troppo spesso il malfunzionamento della pubblica amministrazione viene scaricato sui lavoratori, quando invece deriva da anni di scelte politiche insufficienti, ritardi e assenza di programmazione.
Potrei citare decine di situazioni quotidiane che raccontano questa difficoltà diffusa: dagli enormi carichi che gravano sul settore avvocatura alle criticità dell’anagrafe. Ma la situazione dell’ufficio tecnico e la cronica carenza di personale nella Polizia Locale rappresentano probabilmente le manifestazioni più evidenti di una crisi strutturale che ormai attraversa l’intero ente comunale e che rischia di compromettere persino le funzioni essenziali di un capoluogo di regione.
Negli anni il Comune di Catanzaro ha vissuto un lento ma costante impoverimento della propria struttura amministrativa: pensionamenti non sostituiti, mobilità, trasferimenti e un progressivo fuggi fuggi di professionalità che non è mai stato affrontato attraverso una vera strategia di rafforzamento dell’ente. Le responsabilità politiche dell’amministrazione comunale, di ieri e di oggi, sono evidenti.
Il tema del personale non è mai stato trattato come una priorità strategica, anzi esattamente il contrario.
Fin dall’inizio di questa consiliatura poi si è avuta la sensazione di una sottovalutazione evidente della questione, testimoniata anche da scelte che non hanno garantito alla delega del personale una guida realmente competente rispetto alla complessità del tema. Successivamente, il passaggio diretto della materia nelle mani del sindaco non ha prodotto alcuna inversione di tendenza, relegando di fatto il problema ai margini dell’azione politica e amministrativa.
Ancora più grave è il fatto che, in assenza di una chiara direzione politica, le dinamiche legate al personale siano finite progressivamente nelle mani della sola struttura burocratica. Negli ultimi anni dunque la politica ha rinunciato alla propria funzione di indirizzo e programmazione, e ha inevitabilmente consolidato assetti ed equilibri interni che si sono determinati spesso in maniera opaca e senza una reale visione complessiva dell’interesse pubblico. E questo ritengo sia stato il segnale più evidente di una politica debole e spesso impreparata, che ha smesso di governare processi fondamentali per il funzionamento dell’ente.
È mancata, in sostanza, una vera politica del personale, con conseguenze pesantissime, ed evidenti, sulla capacità amministrativa del Comune.
È necessario che chiunque abbia davvero a cuore il futuro della città, a partire da chi oggi ricopre ruoli politici e istituzionali, affronti finalmente questa emergenza con serietà e senso di responsabilità. Di fatto, il futuro della macchina comunale, e della qualità del lavoro dei dipendenti, coincide inevitabilmente con la capacità stessa di Catanzaro di garantire servizi, visione e prospettiva ai cittadini.
Ai dipendenti comunali, che ogni giorno mandano avanti la struttura tra enormi difficoltà e nel silenzio della propria dedizione, va rispetto, solidarietà e vicinanza. Difendere la dignità del lavoro pubblico significa difendere la capacità della città di restare efficiente e credibile.
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