Con l'Ottavario si chiude la festa di San Pantaleone: Montauro ritrova il volto delle sue grandi tradizioni

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  04 agosto 2026 08:19

di SETTIMIO PAONE

Con la tradizionale celebrazione dell'Ottavario si sono conclusi i festeggiamenti in onore di San Pantaleone, patrono di Montauro. Si chiude così un'edizione destinata a rimanere nella memoria collettiva, perché ha saputo restituire alla festa quel fascino e quella partecipazione che per generazioni l'hanno resa uno degli appuntamenti più sentiti e attesi dell'intero comprensorio.

Per alcuni giorni Montauro è tornata ad essere il cuore pulsante di una comunità che si è riconosciuta attorno al proprio Santo. Le celebrazioni religiose, vissute con intensa devozione, e il ricco programma civile hanno richiamato migliaia di persone: montauresi rientrati da ogni parte d'Italia, famiglie, giovani, anziani e tanti visitatori hanno riempito le strade e le piazze, regalando al paese un'atmosfera che sembrava appartenere ai ricordi più belli e che invece è tornata ad essere meravigliosamente presente.
Anche l'ultima serata ha regalato un'immagine che racconta meglio di tante parole il successo della festa. In tanti, infatti, hanno atteso fino a tarda sera per assistere all'estrazione dei biglietti vincenti della lotteria organizzata dal Comitato Festa. Una piazza gremita, sorrisi, attesa e applausi hanno accompagnato un momento semplice ma capace di rappresentare, ancora una volta, il desiderio di stare insieme e condividere la gioia di una tradizione che continua a unire.

Dietro il successo di questa edizione c'è il lavoro silenzioso di tante persone. Un ruolo determinante lo ha avuto il giovane sacerdote don Brunello Gallace Valente che, a pochi mesi dal suo arrivo alla guida della parrocchia, ha saputo infondere entusiasmo, spirito di collaborazione e una rinnovata attenzione verso la dimensione spirituale della festa, coinvolgendo l'intera comunità in un cammino condiviso.

Accanto a lui hanno operato numerosi volontari che, con discrezione e generosità, hanno dedicato tempo, sacrificio e passione perché ogni momento fosse vissuto nel migliore dei modi. Tra coloro che hanno contribuito in maniera significativa all'organizzazione della festa va ricordato anche il vicepresidente del Comitato Festa, Antonio Cerullo, il cui impegno, condiviso con tutti i componenti del Comitato e con i tanti collaboratori, ha rappresentato un tassello importante per la riuscita di un'edizione che ha saputo riportare Montauro al centro della tradizione e della partecipazione.

Con la solenne reposizione delle reliquie di San Pantaleone si chiude il tempo della festa. Le luminarie si spengono, la musica lascia spazio al silenzio e le piazze tornano lentamente alla quotidianità. Ma ciò che resta è infinitamente più prezioso delle luci e dei fuochi d'artificio: resta un popolo che ha riscoperto il valore dell'incontro, della fede e dell'appartenenza. Resta l'abbraccio di chi si è ritrovato dopo mesi o anni, la commozione di chi è tornato nella propria terra, il sorriso dei bambini e gli occhi lucidi degli anziani che hanno rivisto la festa dei loro ricordi.

Montauro saluta il suo Santo Patrono con il cuore colmo di gratitudine e con lo sguardo già rivolto al prossimo anno. Perché le grandi feste non finiscono quando si chiude l'ultima celebrazione: continuano a vivere nella memoria delle persone, nei racconti che passeranno di famiglia in famiglia e nella certezza che una comunità capace di ritrovarsi attorno alle proprie radici possiede la forza più grande per costruire il proprio futuro. E forse è proprio questo il dono più bello che San Pantaleone ha lasciato ai suoi montauresi: ricordare loro che una comunità unita non è soltanto più forte, ma è anche più capace di sperare.