
Si è conclusa la prima visita della delegazione del Governo albanese nei paesi dell’Arbëria, un tour funzionale alla nascita del museo degli arbëreshë a Vuno in Albania, villaggio situato lungo la Riviera Albanese nel comune di Himarë.
Questo progetto mira a creare legami concreti tra l'Albania e le storiche comunità italo-albanesi (Arbëreshë) che vivono in Italia da oltre 500 anni. Lo scopo del museo sarà quello di preservare la memoria, la lingua e le tradizioni della diaspora albanese in Italia, celebrando il legame indissolubile tra la madrepatria e le comunità arbëreshe.
La delegazione, con a capo Erilda Selaj, Direttrice del Centro Nazionale per le Attività Tradizionali (Qendra Kombëtare e Veprimtarive Tradicionale), è stata accompagnata da Anna Madeo, Console Onorario della Repubblica d’Albania in Calabria, che ha definito la visita «un incontro di grande valore, capace di trasformare una memoria condivisa in una prospettiva di futuro». L’iniziativa si è svolta con il patrocinio del Ministero della Cultura Albanese, con l’obiettivo di avviare percorsi strutturati di cooperazione nei campi della cultura, del turismo e dello sviluppo territoriale.
Alla visita hanno preso parte Fili Meridiani APS, con il presidente Ettore Bonanno, progettista culturale e ideatore del progetto POP ARBËRESH, dedicato alla narrazione contemporanea delle comunità arbëreshë, insieme a Alessandro Frontera, guida ambientale escursionistica AIGAE e narratore delle aree interne e dell’Arbëria, e a Stefania Demasi, esperta di cultura arbëreshe e supporto linguistico in lingua spagnola. La delegazione comprendeva infatti un team di architetti provenienti da Albania e Spagna.
Nel corso dei tre giorni di visita, la delegazione ha attraversato diversi centri dell’Arbëria per un primo sopralluogo conoscitivo, finalizzato a osservare da vicino il patrimonio culturale materiale e immateriale delle comunità arbëreshë. L’esperienza ha permesso di avviare un confronto operativo su possibili progetti condivisi: dalla valorizzazione del patrimonio culturale alla creazione di itinerari turistici integrati, fino a scambi e iniziative economiche in grado di generare nuove opportunità per i territori.
Particolarmente significativi gli incontri istituzionali e culturali che hanno scandito il programma. Al Collegio di Sant’Adriano, a San Demetrio Corone, la delegazione ha incontrato gli studenti del liceo, dando vita a un confronto diretto sul valore dell’identità arbëresh e sul ruolo delle nuove generazioni nella sua trasmissione. Di rilievo anche l’incontro con Francesco Altimari, tra i massimi studiosi della lingua e della cultura arbëresh, e il momento istituzionale in Episcopato con Papas Lanza, Vicario dell’Eparchia di Lungro.
Nel corso della visita, Ettore Bonanno ha sottolineato il senso più ampio del lavoro avviato: «Da tempo lavoriamo alla costruzione di reti di relazioni, ma anche di reti di narrazioni. Oggi l’Arbëria ha bisogno di raccontarsi in modo consapevole, contemporaneo e credibile. Questo incontro segna l’inizio di un percorso che mette in connessione comunità, istituzioni, mondo accademico e progettualità internazionali, guardando al futuro dell’Arbëria come spazio vivo e generativo».
«L’Arbëria non è solo memoria, ma futuro», ha dichiarato il Console Anna Madeo. «È una connessione viva tra due nazioni che scelgono di investire insieme in cultura, turismo e crescita sostenibile e la nascita del museo degli Arbëreshë in Albania rappresenta una grande opportunità di crescita e sviluppo per l’Arbëria».
Questa prima visita rappresenta un passaggio strategico verso la costruzione di una cooperazione duratura tra Albania e Italia, fondata sulla valorizzazione dell’identità arbëresh come risorsa culturale, sociale ed economica per le comunità coinvolte.
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