Corpus Domini a Montauro, l'infiorata che sboccia dal cuore della comunità

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images Corpus Domini a Montauro, l'infiorata che sboccia dal cuore della comunità


  07 giugno 2026 13:54

di SETTIMIO PAONE

"Tanti mani Dio li Benedissa". È uno dei detti più belli della tradizione popolare calabrese e significa letteralmente "Tante mani Dio le benedice". Un'espressione antica che profuma di famiglia, di vicinato e di quei gesti semplici che, uniti, riescono a trasformarsi in qualcosa di straordinario. È proprio questo lo spirito che ha animato la comunità di Montauro nella realizzazione dell'infiorata per la solennità del Corpus Domini.

La sera antecedente la domenica della festa, la piazzetta antistante la Chiesa Matrice di San Pantaleone si è trasformata in un laboratorio di fede e di bellezza. Mentre il paese si preparava al riposo, decine di volontari hanno lavorato fino a tarda notte tra ceste colme di petali, disegni preparatori e mani pazienti. Sotto la luce soffusa dei lampioni, tra sorrisi, racconti e momenti di condivisione, prendevano forma le splendide composizioni floreali che avrebbero accolto i fedeli il giorno successivo.
C'era qualcosa di profondamente suggestivo in quelle ore notturne: il silenzio del borgo interrotto soltanto dalle voci di chi lavorava insieme, il profumo dei fiori che riempiva l'aria e la consapevolezza di contribuire a una tradizione che da anni rappresenta uno dei momenti più sentiti della comunità. Migliaia di petali colorati sono stati trasformati in autentici quadri a cielo aperto ispirati ai simboli del Corpus Domini e dell'Eucaristia.

All'alba, Montauro si è risvegliata davanti a una vera esplosione di colori e profumi. Le immagini realizzate con i fiori hanno impreziosito la piazza, offrendo ai fedeli e ai visitatori uno spettacolo capace di coniugare arte, devozione e tradizione.
La celebrazione ha visto anche la partecipazione della neoeletta amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Schipani.

La Santa Messa è stata officiata da Don Brunello Gallace Valente che, durante l'omelia, ha richiamato i fedeli alla centralità dell'Eucaristia nella vita cristiana.
Con parole semplici ma profonde, il sacerdote ha invitato la comunità a mettere da parte divisioni, incomprensioni e contrapposizioni che spesso indeboliscono il tessuto sociale. Ha esortato tutti a riscoprire il valore dell'unità, della collaborazione e del rispetto reciproco, ricordando che solo una comunità coesa e solidale può costruire un futuro sereno per le nuove generazioni. Un messaggio forte e attuale, accolto con attenzione dai presenti e perfettamente in sintonia con il significato della festa del Corpus Domini, che richiama i credenti a riconoscersi come un unico corpo attorno a Cristo.

Al termine della celebrazione, la tradizionale processione del Santissimo Sacramento ha attraversato le vie del centro storico, adornate come da tradizione con drappi colorati e altarini preparati con cura dalle famiglie del paese. Le strade di Montauro sono diventate così un percorso di fede e devozione, dove il passo lento della processione si è intrecciato con la bellezza dei luoghi e la partecipazione sincera della gente.

Ad accompagnare la processione è stata la Banda Cuccarini, le cui melodie hanno attraversato le antiche vie del borgo come una carezza, unendosi al profumo dei fiori e alla devozione dei fedeli in un'atmosfera di autentica festa comunitaria. Le note della banda hanno accompagnato il cammino del Santissimo Sacramento, regalando emozioni e rendendo ancora più suggestivo uno dei momenti più sentiti e amati dalla comunità montaurese. Il Corpus Domini montaurese non è stato soltanto una celebrazione religiosa, ma il racconto di una comunità che continua a custodire con amore le proprie tradizioni. Perché dietro ogni petalo posato con cura, dietro ogni disegno realizzato durante la notte, c'è il cuore di un paese che ancora crede nel valore dello stare insieme. E forse è proprio qui il significato più autentico dell'antico proverbio calabrese: tante mani che lavorano unite sono una benedizione, ma quando sono guidate dall'affetto per la propria comunità diventano anche un piccolo miracolo di bellezza.


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