Crotone, inchiesta corruzione a scuola: patteggiano la preside e il genero

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  20 aprile 2026 17:01

Il giudice delle indagini preliminari di Crotone Assunta Palumbo ha revocato la misura degli arresti domiciliari alla quale era sottoposto Ernesto Calabretta, coinvolto nell’inchiesta dei Carabinieri che nel novembre dello scorso anno scoperchiò un sistema di corruzione che avrebbe avuto come epicentro l’istituto professionale di scuola secondaria superiore ‘Pertini-Santoni’ di Crotone. In quella occasione finirono agli arresti l’ex dirigente scolastica dello stesso istituto, Ida Sisca, e suo genero Ernesto Calabretta, titolare del polo didattico Ecampus. Sul registro degli indagati sono state iscritte complessivamente 23 persone, accusate, a vario titolo, di peculato, concussione tentata e compiuta, corruzione, rivelazione di segreti d’ufficio, truffa, falso, induzione indebita a dare e ricevere utilità e favoreggiamento.

Secondo la tesi accusatoria, il Pertini-Santoni sarebbe stato l’epicentro di favori, episodi di corruzione, risposte date in anticipo ai partecipanti di un concorso per insegnanti di sostegno e selezioni alterate. La decisione di revocare la misura cautelare a Calabretta è stata adottata dal gip dopo che il pm Rosaria Multari ha dato parere favorevole alla richiesta avanzata dai difensori Mario Nigro e Antonio Poleo di patteggiare una pena a 3 anni e 8 mesi di reclusione. L’ex dirigente scolastica Ida Sisca ha concordato una pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione. 

Le indagini sull’istituto scolastico crotonese hanno preso il via dall’esposto presentato ai carabinieri da un imprenditore edile a detta del quale la dirigente scolastica lo avrebbe costretto a rinunciare ad alcune somme di denaro per interventi eseguiti nella casa di uno dei suoi familiari altrimenti non gli avrebbe più affidato appalti per lavori nell’istituto. Le indagini avviate dagli investigatori dell’Arma hanno poi portato alla luce una serie di episodi dei quali si sarebbero resi protagonisti Sisca e Calabretta. L’ex dirigente scolastica e il genero, tra le altre cose, avrebbero rivelato a numerosi candidati, previo pagamento di una somma di denaro, le risposte dei quesiti dei test pre selettivi di un concorso per insegnanti di sostegno delle scuole secondarie bandito dall’università ‘Link Campus’ di Roma per l’anno scolastico 2021-2022. La preside Sisca, inoltre, avrebbe coperto l’assenza ingiustificata dal lavoro di un’altra insegnante a tempo determinato, figlia della stessa dirigente scolastica, alla quale, in questo modo, venivano corrisposti indebitamente 3.376 euro non dovuti.

Sotto le lente è finito anche il caso di una candidata al concorso per l’assunzione di 25 insegnanti di sostegno, risultata idonea quando, in realtà, non era avvenuta alcuna specifica valutazione della concorrente mentre la selezione della candidata sarebbe stata frutto di una concertazione con la ex dirigente scolastica fondata su di un curriculum mendace nemmeno allegato agli atti della procedura.


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