"CURA Cucina Contemporanea" di Davoli entra nella Guida Michelin 2026: la Calabria che si fa contemporanea

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Lo chef Massimo Raimondo e Noemi Custureri

  23 marzo 2026 18:24

La nuova edizione della Guida Michelin 2026 celebra l’eccellenza gastronomica italiana, e tra le nuove segnalazioni brilla un nome calabrese che incarna con autenticità e visione la rinascita culinaria del Sud: CURA Cucina Contemporanea, il ristorante di Massimo Raimondo e Noemi Custureri situato in via Risorgimento 6/8, a Marina di Davoli, nel cuore del Catanzarese.

L’insegna, già punto di riferimento per gli amanti della cucina d’autore, è oggi riconosciuta ufficialmente tra i migliori ristoranti italiani. Un traguardo che corona anni di lavoro silenzioso e appassionato, dove ricerca, tecnica e rispetto per la materia prima diventano linguaggio identitario.

Un laboratorio di territorio e creatività

Lo chef Massimo Raimondo, formatosi all’Istituto Alberghiero di Soverato, ha scelto la via dell’autodidattica, costruendo una cucina personale “in dialogo tra mare e Sila”, capace di raccontare in chiave contemporanea le anime della Calabria. Con prodotti di filiera corta, orti di famiglia e un’attenzione minuziosa all’arte bianca, Raimondo interpreta la cucina come una pratica di memoria e innovazione insieme.

Ogni piatto nasce da un ricordo o da un viaggio, come frammento di racconto che si rinnova a ogni stagione: pesce del giorno, agrumi, carni selezionate e erbe spontanee si intrecciano in composizioni essenziali, pulite, riconoscibili. La materia parla chiaro, mentre la tecnica si nasconde, in punta di piedi, lasciando spazio alla verità dei sapori.

Un’esperienza curata in ogni dettaglio

La sala è affidata a Noemi Custureri, presenza elegante e accogliente, che completa l’esperienza con un servizio impeccabile. L’atmosfera, calda e intima, trova casa in una ex stalla recuperata con gusto: pareti in pietra viva e luci morbide ospitano un menu degustazione unico, un percorso narrativo dallo stile sobrio ma intenso.

La stessa Guida Michelin racconta l’esperienza di Cura come “un viaggio attraverso i sapori autentici di terra e mare, esaltati da tocchi creativi in un ambiente che fonde memoria e modernità”.

Tra i piatti simbolo, l’onion con crema di formaggio e note erbacee e il suggestivo “sottobosco” ai profumi di porcini e frutti rossi, che evocano l’alternanza delle stagioni e la complessità della natura calabrese.

Una conquista che parla di identità

L’ingresso in Guida è un riconoscimento che va oltre il singolo traguardo: è la prova che la Calabria gastronomica sta finalmente trovando la propria voce nel panorama nazionale. Raimondo e Custureri, con la loro passione e dedizione, mostrano che l’alta cucina può radicarsi anche nei piccoli centri, valorizzando le produzioni locali e costruendo un dialogo costante con la comunità.

CURA, dunque, è molto più di un nome: è una dichiarazione d’intenti. Cura della materia, dei tempi, dei gesti. Cura delle persone e della terra che li ispira. Un luogo dove tradizione e futuro si tengono per mano, sotto il segno di una Calabria finalmente protagonista della propria rinascita gastronomica.

 


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