
di DAVIDE ZICCHINELLA
Ho imparato da tempo a capire quando sia insidiosa e subdola la fragilità delle neo-mamme. Da quando esercito la professione di Pediatra (circa 20 anni). La nascita di una nuova vita finisce sempre per rubare la scena e per catalizzare tutte le possibili attenzioni delle famiglie e di tutto il corredo parentale. E così una neo-mamma, pur nel momento della sua massima fragilità e insicurezza, cerca sempre di essere all'altezza del momento, dissimulando spesso le sue difficoltà. Proprio per questo, quando un nuovo nato entra nel mio studio pediatrico per la prima volta, dedico la prima parte della visita a chi lo ha partorito da pochi giorni o da qualche settimana.
Chiedo sempre alla neo-mamma come sta (capita a volte che sono il primo a farlo) se ha difficoltà nell'accudimento del piccolo o della piccola , se si sente adeguata a quel ruolo. La invito sempre , a fine visita, a scrivermi ogni dubbio o perplessità dicendo che nessuna domanda è mai stupida quando si diventa mamma.
Semmai possono esserle le risposte. Ho raccolto tanti sfoghi di mamme sole, in difficoltà, solo apparentemente forti e autonome. In alcuni casi è bastata solo una parola di conforto, specie se era la prima, in altri casi ho aiutato la neo-mamma ed il neo-papà a prendere coscienza che c'era urgente bisogno di un aiuto serio in quel momento. "Il benessere del bambino dipende dal benessere di chi lo cresce" è questa la frase con la quale congedo da sempre, da ogni mia prima visita, i neo-genitori.
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