“Denunciate. Solo così proteggerete voi stessi e molti altri”. Il messaggio di Tristan, un giovane crotonese vittima di cyberbullismo

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images “Denunciate. Solo così proteggerete voi stessi e molti altri”. Il messaggio di Tristan, un giovane crotonese vittima di cyberbullismo

  28 dicembre 2020 20:17

È una testimonianza forte quella di Tristan, un giovane crotonese, che ha voluto rendere noto quanto accadutogli personalmente non solo per mettere in risalto la reale diffusione del fenomeno del cyberbullismo, ma anche e soprattutto per lanciare un messaggio che possa incoraggiare tutte le vittime a non lasciarsi schiacciare, a difendersi denunciando e a contare sulla certezza che non si è soli.

Ripetuti messaggi intimidatori e umilianti verso la sua persona e verso le persone a lui care,  ed ancora ricerche e diffusione di dati e informazioni personali utilizzate al fine di deridere, ferire e intimorire il giovane attraverso la rete, strumento stesso che Tristan utilizza per lavorare ricoprendo il ruolo di streamer e youtubers.

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“Twitch è una piattaforma di Live streaming , dove non è possibile caricare video preregistrati, ma il tutto avviene in tempo reale. Twitch è semplice da utilizzare, ci sono 3 tipi di utenti”  Ha spiegato la giovane vittima raccontando quanto e come il dramma abbia avuto inizio.

“1 lo streamer ( colui che sta mandando in onda il contenuto , che può essere un videogioco , la sua propria webcam per la categoria just chatting , un film offerto da prime video , una canzone nel settore musica , ecc.) ; 2 il moderatore di chat , colui che ha l'incarico di far sì che gli utenti rispettino le norme e le leggi della piattaforma , un po’ come se fosse la polizia di twitch ;3 gli spettatori , cioè coloro che guardano la live e interagiscono tramite la chat scritta “

“Lo streamer molto spesso ha un contratto di affiliazione o partner con la piattaforma che gli conferisce dei privilegi quali : la possibilità di monetizzare con le inserzioni pubblicitarie sulla piattaforma, la possibilità di far sì che le live rimangano caricate sulla piattaforma per 30 giorni ( chiamasi nel gergo VOD ) , la possibilità di abilitare sul proprio canale degli abbonamenti a pagamento per permettere agli spettatori di dare un supporto allo streamer”

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“Il funzionamento è semplicissimo , una volta entrati sulla piattaforma , gli utenti possono girare tra varie live e scrivere nelle chat che vengono lette sia dallo streamer, sia dai moderatori, sia dagli altri utenti.
Quindi se uno streamer ha 1000 spettatori simultanei , ed uno di questi scrive : ciao , altri 999 utenti leggono quel ciao nel medesimo tempo” .

“Cosa succede se da spettatore non rispetto le regole? Semplice, un moderatore può: Eliminare il messaggio, Mettere in Timeout (significa che lo spettatore per un tot di secondi non può interagire con la chat, può leggere ma non scrivere), Permaban (il profilo dell'utente è impossibilitato a scrivere per sempre nella chat di quello streamer )”.

“Per scrivere nelle chat ovviamente bisogna crearsi un profilo. La piattaforma permette quindi, per una questione di privacy, di creare un profilo con un nickname (soprannome), proprio per rendere privato e non far sapere le tue informazioni ad altri utenti, poi si è liberissimi di scrivere una biografia del proprio account o del proprio canale. Al profilo twitch è possibile collegare il profilo di altri social , quali instagram , facebook , ecc”.

“Quindi chiunque con una mail può creare un profilo con qualunque nome. Le regole di twitch sono chiare: utente o streamer non possono divulgare informazioni personali riservate di altri utenti, come nome e cognome, numero di telefono , città ecc” .
E proprio qui ha avuto luogo la brutta esperienza che vede protagonista Tristan, provata da documentazioni che attestano l’accaduto da quando tutto ciò ha avuto inizio, esattamente giorno 15 dicembre 2020.

“Ricevo insistentemente 8 chiamate da un numero sconosciuto che mi porta a bloccare tramite il mio telefono ogni chiamata dai numeri sconosciuti - racconta il ragazzo- e da quel momento in poi il via ad una serie di messaggi emessi da nickname chiaramente falsi poi bannati e ripetutamente ricreati sotto altri nomi dalla chat del canale Twitch”.

“Uno di questi - racconta Tristan -  riporterà poi i miei dati sensibili, tra cui nome, cognome, numero di telefono, susseguiti da minacce del tipo, riporto le parole: Sappiamo dove abiti e ti veniamo fino a dentro casa”.

Una violenza che non solo non si ferma, ma si estende anche alle persone a lui vicine, coinvolgendo suo padre e la fidanzata di Tristan facendo leva inoltre, come raccontato da lui stesso su  “importanti problemi personali”.

Una storia sulla quale, a seguito della denuncia effettuata, stanno indagando in questi giorni le autorità competenti, che Tristan ha voluto condividere con quante più persone, per lanciare un messaggio importante:

Il Cyberbullismo è una piaga silenziosa che può entrare nelle vite di tutti, ma combatterla è possibile. Non lasciarsi sopraffare dalla paura, chiedere aiuto ed agire assieme è fondamentale- ha ricordato Tristan”. “Personalmente mi sono rivolto alla caserma dei Carabinieri di Crotone per denunciare l’accaduto e ho contatto l’associazione Nazione A.I.C.S. ( Associazione Italiana Cyberbullismo e Sexting) che mi ha fornito gratuitamente supporto informativo”.

Fortunatamente ho il sostegno di genitori sempre presenti- ha aggiunto Tristan-  di amici sinceri che non mi lasciano solo e che insieme a me stanno affrontando questa sfida contro la cattiveria e la deviazione, penso però a quelle vittime che potrebbero non avere tutto questo, e proprio a loro voglio ricordare che non sono e non devono sentirsi  soli”.

“Abbiate coraggio, denunciate, solo così proteggerete voi stessi e anche molti altri”.

Storie che nella loro amarezza lasciano sperare che proprio attraverso l’impegno dei giovani per i giovani questa terribile realtà possa essere combattuta e sconfitta. Per riuscirci però solo questo non basta, serve anche l’impegno di istituzioni e associazioni che devono e possono davvero fare molto.

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