di FRANCESCO DI LIETO
Il festival dell'ipocrisia è andato in scena a Lamezia. L'opposizione si definisce "compatta", ma l'unica cosa su cui sembrano davvero uniti è la paura di far votare i calabresi. Ci dicono che il referendum è "nebuloso" e che costa 6 milioni di euro.
Bisognerebbe spiegare a questi consiglieri che basterebbe accorpare il voto a una qualsiasi altra tornata elettorale per azzerare i costi. Ma loro preferiscono agitare lo spauracchio dei soldi "buttati" per nascondere la verità: non vogliono che il popolo rompa il giocattolo che sperano di ereditare.
Parlano di "porcherie" e "barbarie", dicono di aver presentato emendamenti e poi sono usciti dall'aula.
Praticamente hanno fatto il solletico al padrone e poi sono andati a prendere il caffè. Propongono una "legge abrogativa" di iniziativa popolare. Tradotto dal politichese: un percorso infinito tra commissioni e paludi burocratiche che finirà dritto nel cestino della maggioranza. È la strategia perfetta per far finta di lottare senza disturbare il banchetto. Dicono che Occhiuto moltiplica le poltrone per i suoi equilibri interni? Certo. Ma questi signori lo ringraziano e preferiscono non firmare per il referendum perché quegli stessi equilibri gli torneranno utili domani.
Sarebbe davvero il caso di smetterla di recitare la parte degli indignati: siete solo commensali che protestano per il menù, ma si guardano bene dal rovesciare la tavola. Vergogna.
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797