"Tutti in strada contro il mercato delle poltrone"
30 marzo 2026 15:40di FRANCESCO DI LIETO
Ho appena lasciato il protocollo di Palazzo Campanella. Un minuscolo timbro su di un foglio, che però può pesare come un macigno contro chi pensa che la Calabria sia un feudo personale.
Mentre fuori le persone sono costrette a fare i conti con una sanità a pezzi e servizi da terzo mondo, nel palazzo il "lavoro" ferve. Si lavora alacremente per moltiplicare le poltrone, per allargare il cerchio dei privilegiati.
È uno spettacolo indecente che non ha colore politico, perché avviene nel silenzio complice di chi dovrebbe gridare e invece sussurra.
C’è una politica, anche quella della cosiddetta opposizione, che proprio come cantava Fabrizio De André: “Si costerna, s'indigna, s'impegna / Poi getta la spugna con gran dignità”.
Ecco, in questo teatro dell’assurdo, c’è chi non ci pensa proprio a gettare la spugna.
E così abbiamo deciso di usare l’unica arma che ci è rimasta: la Costituzione. Abbiamo attivato l'art. 123 per dire che lo Statuto non è “cosa vostra”.
Proveranno a respingerci con un cavillo, usando una legge regionale scritta su misura per disarmare i cittadini. Ma non è solo un abuso democratico: è un’operazione che puzza di danno erariale.
Mentre tagliano i servizi essenziali, blindano milioni di euro per pagare nuove indennità e staff.
Se pensano di usare i soldi dei calabresi per comprarsi il consenso interno, sappiano che dovranno risponderne davanti alla Corte dei Conti.
È amaro dover arrivare a tanto per difendere le basi della democrazia …da chi dovrebbe rappresentarla. È amaro dover prendere atto che il sistema ha provato a blindare la moltiplicazione delle poltrone mentre le “opposizioni” già si fregavano le mani pensando a come potersi sedere sopra.
Non permetteremo che il futuro della Calabria venga ipotecato per pagare il conto di questo mercato delle poltrone. Ogni centesimo sottratto alla sanità per foraggiare nuovi sottosegretari è un insulto che porteremo in ogni sede giudiziaria. La loro “furbizia” legislativa non basterà a coprire lo spreco di denaro pubblico.
Usciamo da questo palazzo con sollievo e torniamo nelle strade.
Ora serviranno le firme di tutti, per decidere se questa terra ha più bisogno di assessori o di dignità.
Se qualcuno pensava di aver già vinto, ha fatto male i suoi conti.
Potete blindare le vostre poltrone, ma non potete blindare la Costituzione.
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