Dieci anni nel segno del rispetto: l'Istituto 'Casalinuovo' di Catanzaro premiato al Concorso nazionale

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Dieci anni nel segno del rispetto: l'Istituto 'Casalinuovo' di Catanzaro premiato al Concorso nazionale


  14 luglio 2026 10:13

 Da anni l'associazione "Nel Nome del Rispetto" lavora nelle scuole italiane per una causa tanto semplice quanto ambiziosa: insegnare come il rispetto sia una pratica da vivere e coltivare ogni giorno. È a questa associazione, guidata dalla Presidente Cristina Zenobi, che si deve l'istituzione, con legge dello Stato, della Giornata Nazionale del Rispetto fissata al 20 gennaio, e i protocolli d'intesa siglati negli anni con la Polizia di Stato, il Ministero della Giustizia e il Ministero dell'Istruzione e del Merito.

In questo percorso si inserisce il riconoscimento arrivato per la Scuola Secondaria di I Grado dell'Istituto Comprensivo Casalinuovo Catanzaro Sud, diretto dalla prof.ssa Maria Riccio. Un ulteriore traguardo che arriva dopo dieci anni di partecipazione della scuola al progetto: «per aver praticato con costanza e dedizione il percorso che ha portato ad apprendere quanto sia fondamentale il principio del Rispetto per vivere». A coordinare tale lavoro pluriennale è stata la prof.ssa Ilenia Giampà, ambasciatrice e promotrice del progetto per la Calabria, insieme al gruppo di progetto composto dalle prof.sse Morena Amoroso e Pamela Stranieri.

Un impegno che si inserisce anche nel solco della Legge 17 maggio 2024, n. 70, sulla prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo, e che negli anni si è tradotto in percorsi diversi, ognuno capace di guardare al rispetto da un'angolazione nuova. Nelle edizioni precedenti gli alunni si sono cimentati sviluppando varie tematiche: hanno riletto in chiave moderna l'inno di Mameli, ritrovando nelle radici della storia italiana un fondamento per la cittadinanza di oggi: "Storia di un Inno". Successivamente "Un mondo a colori", dove gli studenti si sono immaginati artisti di un umanesimo nuovo, fatto di incontro e condivisione, in cui il rispetto smetteva di essere un'idea astratta per diventare un gesto quotidiano.

C'è stato il lavoro su "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali", che ha messo al centro i diritti fondamentali, sicurezza, salute, istruzione, giustizia, e la lotta a ogni discriminazione, con lo sport raccontato come una palestra di correttezza e squadra. E c'è stato un ulteriore percorso costruito attorno al motto "Non fare a nessuno ciò che non vuoi sia fatto a te", dove empatia e dialogo sono diventati gli strumenti per costruire legami più solidi.

Quest'anno, il gruppo di lavoro ha scelto di misurarsi con una domanda che riguarda tutti noi: può l'intelligenza artificiale imparare a rispettare l'intelligenza emotiva? Da un circle debate, in cui ogni ragazzo ha portato la propria idea sul rapporto tra logica e sentimento, è nata una sceneggiatura corale, intitolata: Il battito nel codice oltre lo schermo che prova a raccontare quello che un algoritmo, da solo, ancora non sa cogliere: il dolore dietro una parola, la nostalgia in una frase. Ne è venuto fuori un elaborato che parla di inclusione e di rispetto digitale, e che dimostra come la tecnologia, se usata con consapevolezza, non sostituisca l'umanità ma la amplifichi.

Dieci anni di progetti diversi, linguaggi differenti: musicale, testuale, figurativo, digitale e un solo filo conduttore. Oggi quel filo trova un riconoscimento nazionale, e restituisce alla comunità scolastica catanzarese la conferma di un lavoro educativo che non si è mai fermato.


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.