Dismorfismi e malformazioni cranio-facciali, successo all'UMG di Catanzaro per il Congresso nazionale

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Due giorni di confronto tra scienza, tecnologia e umanità

  26 giugno 2026 18:34

Per due giorni l'Università Magna Graecia di Catanzaro è diventata il punto di riferimento nazionale della chirurgia maxillo-facciale. Il 25 e il 26 giugno l'Auditorium dell'Ateneo ha ospitato il congresso nazionale "Dismorfismi e malformazioni cranio-facciali: dalla pianificazione al trattamento", appuntamento promosso dalla Chirurgia Maxillo-Facciale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria "Renato Dulbecco" e patrocinato dalla Società Italiana di Chirurgia Maxillo-Facciale (SICMF).

Un evento che ha segnato un passaggio storico per il territorio: per la prima volta la Calabria ha accolto un'assise scientifica nazionale dedicata a una delle branche più complesse e specialistiche della chirurgia ricostruttiva e funzionale, richiamando nel capoluogo calabrese alcuni tra i maggiori esperti italiani del settore.

Al centro del confronto scientifico le anomalie cranio-facciali congenite, le sindromi rare, le labiopalatoschisi, i dismorfismi complessi e la chirurgia ortognatica avanzata, con uno sguardo rivolto alle più recenti innovazioni tecnologiche, dalla pianificazione virtuale tridimensionale alla chirurgia guidata.

L'apertura del congresso: il richiamo all'armonia

Ad aprire i lavori è stata la presidente del congresso, la professoressa Maria Giulia Cristofaro, docente di Chirurgia Maxillo-Facciale dell'Università Magna Graecia e direttore della Struttura Operativa Complessa di Chirurgia Maxillo-Facciale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria "Renato Dulbecco".

Nel suo intervento inaugurale Cristofaro ha scelto di partire da un concetto che attraversa la storia stessa della Calabria: quello dell'armonia.

Richiamando i Bronzi di Riace, simbolo universale di perfezione estetica, ha ricordato come la loro forza espressiva non derivi da una simmetria assoluta ma da piccole e deliberate asimmetrie, capaci di generare equilibrio e vitalità. Una riflessione che si è trasformata in una metafora del lavoro quotidiano dei chirurghi maxillo-facciali.

L'obiettivo della disciplina, infatti, non è inseguire una perfezione artificiale, ma restituire armonia e funzionalità laddove una malformazione congenita o un dismorfismo hanno interrotto il naturale sviluppo del volto.

Un tema che ha rappresentato il filo rosso dell'intera manifestazione scientifica.

Catanzaro crocevia della medicina del futuro

Nel salutare i partecipanti, la presidente del congresso ha rivolto il proprio ringraziamento alle autorità accademiche, civili e sanitarie intervenute.

Tra i saluti istituzionali hanno preso la parola il magnifico rettore dell'Università Magna Graecia, professor Giovanni Cuda; il consigliere regionale Marco Polimeni; il vicesindaco di Catanzaro Giusy Iemma.

Presenti inoltre i vertici sanitari e accademici del territorio, tra cui il direttore sanitario dell'AOU Dulbecco Sergio Petrillo, il presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell'UMG Luca Gallelli e il direttore del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica Giuseppe Chiarella.

A rappresentare la Società Italiana di Chirurgia Maxillo-Facciale è intervenuto il professor Francesco Saverio De Ponte.

Una presenza istituzionale significativa che ha evidenziato come il tema delle malformazioni cranio-facciali non riguardi esclusivamente la dimensione clinica, ma coinvolga direttamente ricerca, formazione universitaria, organizzazione sanitaria e qualità della vita dei cittadini.

Dalla Magna Grecia all'Università moderna: una storia di formazione e ricerca

Uno dei passaggi più apprezzati dell'intervento inaugurale è stato il richiamo alle radici culturali e accademiche della città di Catanzaro.

La professoressa Cristofaro ha ripercorso le tappe che hanno condotto alla nascita dell'attuale Università Magna Graecia, ricordando il lungo percorso iniziato nel XVI secolo con l'istituzione del Seminario cittadino e proseguito nel Novecento attraverso la "Libera Università", il Consorzio universitario e infine la fondazione dell'Ateneo autonomo nel 1997.

Un percorso costruito grazie al contributo di amministratori, docenti e studenti che hanno creduto nella possibilità di realizzare in Calabria un polo universitario d'eccellenza.

Particolare attenzione è stata dedicata alla figura del professor Salvatore Venuta, primo rettore dell'Università Magna Graecia e protagonista dello sviluppo del moderno campus universitario, oggi riconosciuto come uno dei principali centri di ricerca biomedica del Mezzogiorno.

La crescita della chirurgia maxillo-facciale calabrese

Ampio spazio è stato dedicato anche all'evoluzione della chirurgia maxillo-facciale in Calabria.

La disciplina, nata all'interno dell'Ateneo catanzarese nel 2002 sotto la direzione del professor Mario Giudice e guidata dal 2019 dalla professoressa Cristofaro, rappresenta oggi una delle realtà più consolidate della sanità regionale.

Negli anni il reparto ha sviluppato competenze altamente specialistiche nel trattamento dei traumi facciali, delle malformazioni congenite e delle patologie oncologiche, contribuendo a ridurre la migrazione sanitaria verso altre regioni e offrendo ai pazienti calabresi percorsi terapeutici avanzati senza la necessità di spostarsi lontano da casa.

Un risultato ottenuto grazie alla sinergia tra attività assistenziale, ricerca e formazione specialistica.

Dal 2005, infatti, è attiva la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Maxillo-Facciale, successivamente inserita nella rete formativa dell'Università Federico II di Napoli, consolidando ulteriormente il livello scientifico e didattico del percorso formativo.

Patologie complesse che richiedono un approccio multidisciplinare

Il congresso ha affrontato temi di particolare rilevanza clinica.

Le anomalie cranio-facciali congenite interessano circa il 3 % dei nuovi nati e rappresentano condizioni che richiedono una presa in carico prolungata e multidisciplinare.

Tra queste, le labiopalatoschisi continuano a costituire una delle problematiche più diffuse, con centinaia di nuovi casi registrati ogni anno in Italia.

La gestione di questi pazienti non può limitarsi all'atto chirurgico.

Fin dalla nascita entrano infatti in gioco numerose figure professionali: pediatri, anestesisti, genetisti, odontoiatri, ortodontisti, otorinolaringoiatri, chirurghi plastici, logopedisti e psicologi.

Proprio il confronto tra queste competenze differenti è stato uno degli elementi qualificanti del congresso, che ha dedicato ampio spazio alla discussione interdisciplinare e all'analisi condivisa dei casi clinici più complessi.

La rivoluzione della pianificazione virtuale in 3D

Uno dei temi più innovativi affrontati durante i lavori ha riguardato l'impiego delle tecnologie digitali nella programmazione chirurgica.

Le nuove piattaforme di pianificazione virtuale tridimensionale consentono oggi di studiare con estrema precisione le deformità scheletriche e cranio-facciali prima dell'intervento, simulando virtualmente ogni fase della procedura.

Grazie alla segmentazione digitale delle strutture ossee e alla chirurgia guidata, il chirurgo può prevedere con maggiore accuratezza il risultato finale, riducendo il margine di errore e aumentando sicurezza ed efficacia degli interventi.

Un'evoluzione tecnologica che sta modificando profondamente il modo di affrontare le patologie malformative e che rappresenta una delle principali frontiere della chirurgia maxillo-facciale contemporanea.

Dal Cubismo alla chirurgia: la metafora di Picasso e Braque

Particolarmente suggestiva la riflessione culturale proposta dalla presidente del congresso.

Richiamando le opere di Pablo Picasso e Georges Braque, fondatori del Cubismo, Cristofaro ha individuato un parallelo tra la scomposizione artistica del volto umano e il lavoro di ricostruzione compiuto dalla chirurgia moderna.

Se l'artista frammenta il volto per esplorare nuove prospettive espressive, il chirurgo percorre la strada opposta: ricompone, ricostruisce e restituisce unità.

Una metafora che ha consentito di evidenziare il valore umano della disciplina, spesso chiamata a intervenire su bambini e giovani pazienti che convivono con condizioni capaci di incidere non solo sulla funzione respiratoria o masticatoria, ma anche sulle relazioni sociali e sulla percezione di sé.

Formare le nuove generazioni di specialisti

Un ruolo centrale è stato attribuito anche alla formazione.

Studenti, medici in formazione specialistica e giovani professionisti hanno avuto l'opportunità di confrontarsi direttamente con i maggiori esperti italiani della disciplina, partecipando attivamente alle sessioni di discussione.

La presenza delle nuove generazioni è stata più volte richiamata come elemento strategico per garantire continuità e sviluppo a un settore altamente specialistico che richiede competenze sempre più avanzate e un costante aggiornamento tecnologico.

Una Calabria che punta all'eccellenza sanitaria

Oltre agli aspetti scientifici, il congresso ha rappresentato un'importante occasione per riaffermare il ruolo della Calabria nel panorama sanitario nazionale.

La possibilità di ospitare un evento di questa portata testimonia la crescita di un sistema che punta sempre più sull'alta specializzazione, sulla ricerca e sull'innovazione.

L'obiettivo condiviso emerso nel corso dei lavori è quello di continuare a rafforzare la capacità del territorio di offrire risposte assistenziali di elevato livello, riducendo la mobilità sanitaria e garantendo ai pazienti cure avanzate vicino ai propri contesti di vita.

In questa prospettiva, il congresso dedicato ai dismorfismi e alle malformazioni cranio-facciali non è stato soltanto un appuntamento scientifico, ma anche il simbolo di una sanità che guarda al futuro, nella convinzione che tecnologia, ricerca e umanità debbano procedere insieme per restituire non soltanto funzionalità anatomica, ma anche dignità, inclusione e qualità della vita alle persone.


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