
La Storia ci dimostra come la Calabria, nel corso dei millenni, abbia fatto gola a tutti i popoli del Mediterraneo e del centro-nord Europa proprio per le sue molteplici ricchezze, di cui però il popolo ha beneficiato soltanto in minima parte e, spesso, proprio per niente. Infatti, finora, ha dovuto subire oltre venti dominazioni in questi ultimi 35 secoli (e probabilmente pure prima). Però ci hanno sempre detto che è una regione molto povera.
Con una più attenta riflessione, bisognerebbe effettuare una minuziosa ricognizione di tutte le sue risorse presenti da valorizzare meglio e di più, tra cui quelle “risorse esclusive” che nessun’altra regione possiede. Urge un accurato inventario. O forse c’è, però non è di dominio pubblico e comunque non pare sia operativo in modo così evidente. Possiamo immaginarlo soltanto. A parte le risorse che potremmo definire “ordinarie” (l’acqua, le foreste, il sottosuolo, i 788 km di coste, ecc. ecc.) ci sono talune “risorse esclusive” e speciali che soltanto la Calabria possiede, sia di ordine storico-geografico- culturale che di ordine economico.
Proviamo ad accennarne qualcuna tra le più innegabili, non occultabili e non alienabili! Prima risorsa: il nome “Italia” è una prerogativa che nessuno ci può togliere, nonostante i tanti tentativi di imitazione o di appropriazione indebita. La Storia parla chiaro: il nome Italia è nato in Calabria 3500 anni fa, anche se poi (dopo 14 secoli) è stato consacrato ed esaltato dal sangue di Corfinio tra il 91 e l’88 avanti Cristo!... Seconda risorsa: legato al nome Italia (che adesso è patrimonio dello Stato e della Nazione dalle Alpi a Lampedusa) è ovviamente il territorio dove è nato: la Calabria, più propriamente l’Istmo tra i golfi di Lamezia e di Squillace (come abbondantemente testimoniano i più antichi storici).
Terza risorsa: Capo Sud, ovvero la punta o la zona più a sud d’Italia e terza punta più a sud d’Europa (assieme a Punta Tarìfa in Spagna e a Capo Matapàn in Grecia) ovvero il cosiddetto “Tridente di Nettuno”. Geograficamente i territori di Palizzi e di Mèlito Porto Salvo sono praticamente ed equamente quelli più a sud della penisola; però bisogna abbandonare i campanilismi e fare sinergia e considerare che Capo Sud Italia sia tutta la fascia costiera tra va da Brancaleone – Faro Spartivento fino a Scilla (“qui siamo tutti Capo Sud!”).
Vogliamo poi accennare ad altre risorse esclusive come il bergamotto o il cedro oppure la ‘nduja, gli amari, la liquirizia, i tesori storico-culturali (come i Bronzi di Riace o il Codice purpureo) e così via?... Il discorso si allargherebbe di molto ed esige una gestione oculata, imprenditoriale e sinergica su base scientifica-politica-regionale con proiezione internazionale e possibilmente mondiale. Con un marchio non solo e non tanto di “Made in Calabria” (che va superato almeno per le risorse speciali) ma assolutamente e vistosamente di “Calabria Exclusive”.
Ecco perché l’Università delle Generazioni di Badolato, con il suo promotore il giornalista Domenico Lanciano, afferma che nella Regione Calabria … "Urge un “Assessorato alle risorse esclusive” (ARE) o più semplicemente un ACE “Assessorato Calabria Exclusive” molto strategicamente dotato di orgoglio, intraprendenza e lungimiranza ". E, per estensione, sarebbe assai utile che localmente sorgano dei consorzi speciali per la gestione di tali risorse esclusive, come, appunto, il nome Italia, l’Istmo, Capo Sud, ecc. con un coordinamento sinergico politico-economico assai “previdente” tra tutte le varie realtà socio- produttive. "Tutto ciò – aggiunge Lanciano – dovrebbe far parte di quel Rinascimento calabrese che non può più attendere! Ed essere di esempio pure per altre Regioni che vantano proprie esclusività!"
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