Don Roberto Corapi: "La guerra disumanizza tutti “

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  03 marzo 2026 19:02

Ci sono parole che non invecchiano. Sono le parole che nascono dal Vangelo e attraversano il dolore della storia. Come membro di Pax Christi, Don Roberto Corapi richiama spesso le riflessioni di don Tonino Bello per denunciare la brutalità della guerra. Non parole ideologiche, ma parole che parlano al cuore.La guerra non è mai una soluzione. 

"È un fallimento dell’umanità. È una sconfitta della politica. È una ferita aperta nel corpo dei poveri. Non esistono bombe intelligenti. Non esistono vittorie pulite. Ogni conflitto lascia dietro di sé macerie materiali e morali. Don Tonino ci ricordava che la pace non è semplicemente assenza di guerra, ma costruzione quotidiana di giustizia. È scegliere di essere artigiani di pace, anche quando il mondo sembra preferire il rumore delle armi al silenzio del dialogo".

"Parliamo alle coscienze. Svegliamo l’indifferenza Ricordiamoci che ogni vita spezzata riguarda tutti.La guerra disumanizza. Solo la pace restituisce dignità". 

Poi, l'appello di Don Roberto Corapi ai giovani del Campus universitario di Catanzaro: “Non rassegnatevi alla logica della guerra". Nel cuore del Campus universitario di Catanzaro, Don Roberto Corapi, cappellano degli studenti, ha rivolto ai giovani un appello semplice e diretto: non lasciarsi anestetizzare dall’abitudine alla violenza e all’indifferenza. Davanti a un mondo attraversato da conflitti e tensioni crescenti, il sacerdote ha invitato gli universitari a non considerare la guerra come un fatto lontano o inevitabile. "Ogni guerra – ha sottolineato – è una ferita che riguarda l’intera famiglia umana. Non possiamo restare spettatori distratti mentre la dignità delle persone viene calpestata".

Nel suo intervento ha richiamato il pensiero di don Tonino Bello, vescovo e testimone profetico di pace, già presidente di Pax Christi. Don Tonino parlava di “artigiani di pace”, uomini e donne capaci di costruire relazioni nuove anche nei contesti più difficili. Un’espressione che Don Corapi ha rilanciato come programma di vita per le nuove generazioni

Nel contesto accademico del Campus dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, il cappellano ha sottolineato come lo studio non debba essere solo preparazione professionale, ma anche crescita umana e responsabilità sociale. "La cultura – ha detto – o è strumento di pace o rischia di diventare complice delle ingiustizie". Ai giovani ha chiesto coraggio: il coraggio di informarsi, di sviluppare spirito critico, di non lasciarsi trascinare dall’odio diffuso nei social e nei dibattiti pubblici. Ma soprattutto il coraggio di scegliere il dialogo, la solidarietà, la vicinanza concreta a chi soffre. "La pace non è un’idea romantica – ha concluso – è una scelta quotidiana. Comincia dalle parole che usiamo, dai giudizi che esprimiamo, dalle relazioni che costruiamo. Se cambia il cuore, può cambiare anche la storia".

Un invito  a non delegare ad altri la responsabilità del futuro. Perché la pace, come ricordava don Tonino, nasce dalle coscienze sveglie.


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