Don Roberto Corapi: "Nella comunione con Papa Leone, al servizio della Chiesa di Cristo"

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Don Roberto Corapi

  02 luglio 2026 16:06

di DON ROBERTO CORAPI*

In questi giorni, segnati da tensioni e contrapposizioni che feriscono il volto della Chiesa, sento il dovere, come sacerdote e come figlio della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, di pregare e di far pregare , per la piena, convinta e filiale comunione con il Santo Padre, Papa Leone, Successore dell'Apostolo Pietro.

La Chiesa non è un progetto umano da modellare secondo le nostre preferenze, ma il Corpo di Cristo, chiamato a vivere nell'unità. Questa unità trova nel ministero del Romano Pontefice il suo principio visibile di comunione. Essere in comunione con il Papa non significa aderire a una persona per motivi di simpatia o di sensibilità, ma riconoscere con fede il servizio che Cristo ha affidato a Pietro e ai suoi successori per confermare i fratelli nella fede e custodire l'unità del Popolo di Dio.

Per questo guardo con profonda tristezza a tutto ciò che alimenta divisioni, contrapposizioni e percorsi di separazione dalla piena comunione ecclesiale. Le ferite della Chiesa non possono mai essere motivo di soddisfazione; chiedono invece conversione, preghiera, umiltà e un rinnovato amore per quella comunione che è dono dello Spirito Santo.

Come sacerdote, sono convinto sempre di più che Il ministero che abbiamo ricevuto trova il suo significato nell'obbedienza a Cristo, nella fedeltà al Vangelo e nella comunione con il Successore di Pietro. Non esiste autentico servizio ecclesiale senza questa fedeltà vissuta con sincerità e libertà interiore.

Nel mio servizio di Direttore della Pastorale Universitaria della Diocesi di Catanzaro-Squillace, a contatto quotidiano con tanti giovani, avverto ancora più forte la responsabilità di testimoniare una Chiesa che unisce e non divide, che accoglie e accompagna, che educa alla verità nella carità. I giovani hanno bisogno di vedere una comunità capace di essere famiglia, non un luogo di conflitti permanenti. Hanno bisogno di sacerdoti e di educatori che insegnino, anzitutto con la propria vita, la bellezza della comunione ecclesiale.

La fedeltà al Santo Padre Leone non è un fatto formale né una semplice dichiarazione istituzionale. È una scelta di fede, un atto di amore verso la Chiesa e una testimonianza concreta di appartenenza a Cristo. Per questo assicuriamo tutti la nostra preghiera, e la nostra disponibilità a continuare a servire la Chiesa con umiltà e spirito evangelico.

Invito tutti i fedeli, e in particolare i giovani, a non lasciarsi scoraggiare dalle divisioni, ma a custodire il dono dell'unità, ricordando che la comunione è sempre più forte di ogni contrapposizione quando nasce dall'amore per Cristo.

Affidiamo il Santo Padre Leone, la Chiesa universale e tutti coloro che vivono momenti di smarrimento all'intercessione della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, perché ci ottenga il dono di un cuore docile allo Spirito Santo, capace di costruire ponti di fraternità e di custodire, nella verità e nella carità, l'unità della Chiesa.

*Direttore Pastorale Universitaria di Catanzaro-Squillace 


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