Don Roberto Corapi su Livatino e la fede: "Alla fine della vita il Signore ci chiederà quanto siamo stati credibili"

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Nell’anniversario della morte del giudice Rosario Livatino, il messaggio di don Roberto Corapi, cappellano dell’Università di Catanzaro

  21 settembre 2026 15:40

Nel giorno dell’anniversario della morte del giudice Rosario Livatino, la sua testimonianza continua a interpellare la coscienza di una società che ha bisogno di uomini e donne capaci di trasformare i valori professati in scelte concrete.

«Alla fine della vita nessuno  ci chiederà quanto siamo stati credenti, ma quanto siamo stati credibili». È questo il messaggio che don Roberto Corapi, cappellano dell’Università di Catanzaro, affida alla memoria del giudice Livatino, la cui vita e il cui sacrificio costituiscono ancora oggi una straordinaria testimonianza di fede, giustizia e servizio.

«La figura di Livatino – sottolinea don Corapi – ci ricorda che la fede non può rimanere soltanto una dichiarazione, ma deve diventare vita. Essere credibili significa essere coerenti, assumersi le proprie responsabilità, difendere la verità e avere il coraggio di compiere il proprio dovere anche quando la strada diventa difficile».

Il giudice Livatino, ucciso il 21 settembre 1990 mentre si recava al lavoro, ha vissuto il proprio impegno professionale come un autentico servizio alla giustizia e alla comunità. La Chiesa lo ha proclamato Beato il 9 maggio 2021, riconoscendone il martirio in odium fidei.

«Ai giovani universitari – aggiunge don Corapi – vorrei dire di non avere paura di vivere con coerenza. Il nostro tempo ha bisogno di credibilità: nelle istituzioni, nelle professioni, nella politica, nella cultura, nella Chiesa e soprattutto nelle relazioni umane. Non basta dire di credere in qualcosa: bisogna dimostrarlo con la propria vita».

La testimonianza di Livatino parla così anche al mondo universitario: alla formazione professionale deve accompagnarsi una formazione della coscienza, perché ogni conoscenza acquista pieno valore quando viene messa al servizio della persona e del bene comune.

«Livatino – conclude don Corapi – ci insegna che si può essere santi anche svolgendo con umiltà e serietà il proprio lavoro. La santità non è lontana dalla vita quotidiana: nasce dalla fedeltà, dalla coerenza e dal coraggio di scegliere il bene. Oggi, ricordando il suo sacrificio, chiediamoci non soltanto se siamo credenti, ma se la nostra vita è capace di rendere credibile ciò in cui diciamo di credere».

Don Roberto Corapi
Cappellano dell’Università di Catanzaro