
"La restituzione alla Regione Calabria, da parte del Comune di Catanzaro, di oltre 400 mila euro del fondo “Dopo di noi”, rappresenta il fallimento politico più evidente dell’attuale Amministrazione comunale di centro sinistra, soprattutto su un terreno, quello dei servizi sociali, che la sinistra, anche quella istituzionale, dovrebbe avere come azione fondamentale nell’agire amministrativo e politico. Per intenderci quell’azione politica tesa a realizzare una riduzione sistematica delle disuguaglianze attraverso lo stato sociale, servizi sociali garantiti e tutela delle persone più deboli e fragili". Lo scrive Potere al popolo Catanzaro.
"La distrazione nell’amministrare rispetto a questi bisogni e le risposte insufficienti date da chi ha la responsabilità politica segnala il limite culturale di comprendere che non ci si trova di fronte ad una qualsiasi “pratica amministrativa”, ma a persone affette da gravi disabilità, che non hanno alcuna assistenza familiare e che senza l’intervento pubblico, rischiano di finire in mezzo alla strada o luoghi di segregazione come le RSA. Non è la prima volta che ci imbattiamo con queste “distrazioni”. Ricordiamo la vicenda del nostro caro compagno Mimmo Rocca, 76 anni, cittadino del Comune di Tiriolo, affetto da atrofia muscolare spinale (Sma) malattia che gli impedisce una vita autonoma, per il quale non si è voluto trovare una soluzione adeguata. Era il 2023 e per affrontare la questione ci siamo dovuti confrontare, non con l’assessore in carica, ma con una funzionaria dei Servizi Sociali e con l’ex Assessore, in carica nella precedente Amministrazione comunale, con delega ai Servizi Sociali. E solamente nel pomeriggio abbiamo potuto incontrare l’Assessore ai Servizi Sociali dell’epoca. Ma per questa vicenda quelli che oggi si stracciano le vesti per i finanziamenti persi sono rimasti afatici".
"Cosa è cambiato da quel 2023? Praticamente nulla, si restituiscono finanziamenti perché non c’è stata la volontà politica di rendere efficiente un Settore fondamentale per la vita delle persone più fragili. Chissà quanti finanziamenti si perderanno ancora. Rammentiamo che il Comune di Catanzaro è Comune Capofila dell’Ambito Territoriale di Catanzaro, ambito che comprende ben 31 Comuni, i quali in questi giorni sono rimasti in colpevole silenzio, come se nei loro territori non ci fossero persone con queste fragilità. Ma questa "distrazione" nasce da un problema ben preciso affrontato sia nell'ultima fase della campagna elettorale della coalizione di Fiorita sia nelle fasi successive all'insediamento dell'attuale Amministrazione: alleanze e rimpasti. Quando si assume l’orizzonte politico della “governabilità” e l'assillo continuo diviene ricercare il consigliere in più che consenta la sopravvivenza della maggioranza numerica in Consiglio comunale, il risultato non può certamente essere il cambiamento della città ma la riproduzione dello stato delle cose vigent".
"Ma rimanendo in tema di finanziamenti, vorremmo comprendere meglio da quali annualità sono stati “recuperati” i 470 mila euro da parte della Regione Calabria. Ci auguriamo semplicemente che essi non provengano dagli stanziamenti che riguardano le annualità successive al 2016, 2017 e 2018. Allo stato tra gli atti ufficiali della regione Calabria non vi è nulla, solo parole. L’Assessora ha assicurato che sbloccherà i 470 mila euro e nominerà i consulenti per la gestione dei fondi relativi alle politiche sociali nell'ambito territoriale di Catanzaro. Auspichiamo che i consulenti siano a carico della regione e non pagati con parte dei fondi da destinare agli interventi. Non vi è dubbio che in questo Settore c’è la necessità di garantire una maggiore trasparenza e controllo dal basso, soprattutto su come vengono spesi questi fondi. A seguito della notizia del recupero dei fondi, l’Assessore Belcaro ha dichiarato che la vicenda della gestione del “Dopo di noi” sia stata strumentalizzata politicamente e senza alcuno scrupolo rispetto alla delicatezza di un tema così particolare. Ipotizziamo che queste osservazioni riguardino le dure critiche ricevute dai consiglieri d’opposizione nelle scorse settimane, ma non ci è chiaro, invece, cosa abbia risposto alle altrettanto dure - e motivate - osservazioni del Terzo settore che si era messo al servizio dell’Amministrazione anche in riferimento al “Dopo di noi”. Ricordiamo che a seguito della restituzione del fondo il CASM ha agito segnalando formalmente la vicenda catanzarese alle istituzioni competenti e ha chiesto che il Comune di Catanzaro entro 30 gg dalla data di invio della segnalazione assolva a maggiore trasparenza nella gestione dei fondi, all’attivazione delle procedure di amministrazione condivisa (che per altro oggi rappresentano un obbligo giuridico) e all’attivazione del Punto Unico di Accesso e l’istituzione dell’Osservatorio permanente per il Benessere Mentale".
"In tutta questa triste vicenda e nelle giustificazioni inconsistenti che l'Amministrazione comunale ha restituito alla cittadinanza c'è però un fondo di verità. Nel corso di questi anni in tutta Italia vi è stata una disarticolazione della fruizione dei servizi sociali essenziali, peggiorando la mole delle prestazioni e accentuando l’aggravamento delle condizioni di vita e di lavoro degli addetti in tale comparto. Nelle grandi città sono cresciute le attività del cosiddetto Terzo Settore e/o Privato Sociale, subentrando, con convenzioni dirette ed indirette con gli Enti Locali, nella gestione ed erogazione di servizi che prima erano in capo esclusivamente alle varie amministrazioni. Anche in questa occasione intendiamo precisare che le organizzazioni del No Profit, del Terzo Settore e del complesso dell’universo dell’associazionismo devono essere valorizzate per l’eventuale surplus di servizi che possono assicurare evitando che governo e amministrazioni locali possano utilizzarle con l’obiettivo esplicito di accelerare, ancora di più, la distruzione di ciò che resta dei servizi pubblici di welfare e di elargizione della necessaria spesa pubblica. Per questo motivo siamo sempre più convinti che per governare serva il coraggio di portare avanti l'idea di società che si propone nelle campagne elettorali, il coraggio di osare fino a raggiungere un cambiamento radicale della società e del vecchio sistema politico che la governa. Un coraggio che a questa Amministrazione è mancato o forse non ha mai avuto. E a chi pensa che le politiche nazionali non possano cambiare a partire dai territori rispondiamo che sono proprio i politici locali, espressione dei partiti nazionali, a legittimare chi governa o chi ha governato in passato. Noi pensiamo che la qualità della vita coincida con i diritti garantiti dai servizi e dal sistema pubblico. Esattamente l’opposto di quanto avvenuto in questi decenni dove i diritti sociali sono stati sempre più fonte di affari e paradossalmente utilizzati per sfruttare le persone".
"Allo stesso modo proponiamo che si rafforzino le misure a sostegno delle persone disabilizzate in ottemperanza alla Legge 104/92 (i medesimi principi di inserimento ed inclusione sociale della persona con handicap sono stati ridefiniti con il decreto legislativo 62/2024); si approvi una legge per i Caregiver (persone che si prendono cura dei familiari) che preveda istituti assicurativi, retributivi e pensionistici; si dia concretamente seguito alla Legge 112/2016 (Legge Dopo Di Noi) basata sul concetto di Progetto di vita; si estendano capillarmente nel territorio nazionale i servizi territoriali dedicati alle persone con disabilità fisica e psichica".
"Ricordiamo che la Costituzione Italiana testualmente recita: “E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
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