Dragone: "Pafundi e Alesi, l'oro azzurro del Catanzaro"

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  01 agosto 2026 09:49

  di SERGIO DRAGONE

“Ha il sinistro di Maradona”, parola di Andrea Carnevale, uno che El Pibe de Oro lo ha conosciuto molto bene per averci giocato assieme nel Napoli quattro anni, compreso quello del primo scudetto.

E’ sicuramente il più bel complimento ricevuto da Simone Pafundi, promessa non ancora sbocciata del calcio italiano, da qualche ora nuovo giocatore del Catanzaro. Ma tra i grandi estimatori di questo ragazzo riccioluto, mezzo friulano e mezzo napoletano, c’è soprattutto Roberto Mancini, fresco di nomina alla guida della Nazionale. “Nella mia lista, prima Pafundi, poi gli altri”, furono le clamorose parole del Mancio quando convocò in azzurro l’allora sedicenne Simone, facendolo esordire nell’amichevole contro l’Albania.

Gabriele Alesi ha appena due anni in più di Pafundi e si è guadagnato la convocazione nella nazionale under 21, dimostrando grande autorevolezza e talento, così come ha riconosciuto il commissario tecnico Carmine Nunziata. Siciliano di Alcamo, fin da ragazzino è stato considerato un predestinato, al punto che quando aveva tredici anni stava per finire in Inghilterra, dopo essere stato visionato da un osservatore del Manchester United. Il Milan forse non ha creduto fino in fondo nelle sue qualità, ma probabilmente – dopo l’exploit nel Catanzaro (25 presenze, tre reti) – qualcuno in casa rossonera si è pentito di averlo fatto andare via a parametro zero.

Ecco, Pafundi e Alesi sono l’oro azzurro del Catanzaro, due talenti che, se saranno capaci di confermare sul campo le loro straordinarie qualità, potranno aspirare ad entrare nel giro della Nazionale maggiore.

Simone e Gabriele hanno le carte in regola per fare diventare esplosivo il potenziale d’attacco giallorosso: hanno classe, velocità, tecnica, possono segnare tanto, ma soprattutto possono “fare segnare” tanto. Pittarello e capitan Iemmello attendono con ansia i loro assist.

Pafundi e Alesi sono calciatori capaci di accendere la fantasia dei tifosi perché praticano un calcio fatto di estro, di inventiva, di creatività, un calcio sempre più raro in Italia dove, come ha giustamente sottolineato Claudio Ranieri nella sua prima conferenza stampa da Direttore Tecnico della Figc, nelle scuole calcio non si insegna più come dribblare e tirare in porta.

Simone e Gabriele sono quasi un lusso per la serie B, anche se ancora devono dimostrare compiutamente il loro valore. Mi fanno sorridere coloro che parlano di un Catanzaro “smantellato” dalla società. Certo, un fisiologico turnover c’è stato ed era inevitabile per garantire la sostenibilità finanziaria del club.

Ma una rosa che può contare su calciatori molto affidabili come Pigliacelli, Antonini, Frosinini, Petriccione, Di Francesco, D’Alessandro, Iemmello e Pittarello e schierare due “gioielli” come Pafundi e Alesi non credo sia davvero così malandata come si vorrebbe fare credere.

Il giudizio finale, come sempre, lo darà il campo, dopo che le operazioni di mercato saranno completate. Intanto, l’attesa è tutta per questi due ragazzi speciali che, se assistiti dalla fortuna, potrebbero fare parte della nuova era del calcio italiano. E regalare nuove gioie al popolo giallorosso.