È di Polistena la bimba mano nella mano con Sinner, il sindaco: "La nostra piccola grande combattente"

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  19 maggio 2026 07:56

Il suo sorriso sul campo del Centrale al Foro italico agli Internazionali di Roma ha fatto il giro del mondo conquistando tutti.  La  sua mano stretta  a quella di Jannik Sinner, per accompagnarlo verso la sfida contro Medvedev, il balletto, gli occhi lucidi, hanno fatto emozionare. E quel segno di vittoria che la dice tutta.   "È di Polistena la bimba portafortuna del campione Jannik Sinner vincitore degli Internazionali di tennis a Roma. Si chiama Sofia ed è la nostra piccola grande combattente», ha scritto sui social il sindaco di Polistena Michele Tripodi, pubblicando la foto dei due.

Sofia è una paziente oncologica dell’ospedale Gemelli di Roma. Insieme ad altri giovanissimi pazienti ha preso parte al progetto "Tennis & Friends in Corsia", promosso dall’ospedale e dalla Federazione Italiana Tennis e Padel. 

"Quanto accaduto in questi giorni ha profondamente scosso i nostri cuori. Per mantenere riservatezza, tranquillità e non perder di vista il nostro vero obiettivo, volevamo ringraziare, attraverso l’account di mia sorella, tutte quelle persone che per un istante nel sorriso e nella gioia di nostra figlia, hanno provato un’emozione intensa da far pensare che il mondo è fatto anche di questo nonostante tutto", scrivono sui social la mamma e il papà di Sofia.

"Sofia, una forza disarmante che ha stravolto il mondo intero ma che dietro a quel sorriso cela un lato scuro e tortuoso. Dietro al sorriso e un balletto di una principessa, c’è una lunga e difficile battaglia contro un mostro più grande di LEI. Ma sappiate che tutto questo da sola non lo poteva affrontare e per tale motivo sentiamo il dovere di ringraziare in modo speciale e profondo, l’Ospedale Bambino Gesù, ed in modo particolare il Professor Franco Locatelli che , da due anni a questa parte, segue nostra figlia e se ne prende cura insieme al suo straordinario team quali la Dott.ssa Russo e il Dott. Milano.  Mia figlia è letteralmente custodita tra le loro braccia e le loro menti eccelse. L’Ospedale Bambino Gesù, Il DH, il reparto di oncologia, i bambini guerrieri e i genitori coraggio, sono diventati la nostra seconda casa. Abbiamo avuto modo di conoscere chi come noi ha potuto toccare con mano la paura, il dolore e la sofferenza di vedere un figlio soffrire". Poi, il grazie a Elena Santarelli " donna e mamma coraggio, che quotidianamente rimane accanto ai bambini e ai genitori del reparto di oncologia, vorremmo dirti GRAZIE perché la tua sensibilità e umanità non conosce confini. Stiamo combattendo una battaglia difficile, una di quelle che fanno tremare i polsi, ma sapere che loro sono, e sono sempre stati, instancabilmente al nostro fianco ci fa guardare avanti con speranza. A tutti voi, e a questa straordinaria famiglia in camice bianco: GRAZIE. Con affetto la mamma e il papà di Sofia". 


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