
di CATERINA MURACA
Si è aperta con una grande partecipazione di specialisti, medici di base e professionisti provenienti da diverse aree, la terza edizione del talk show “Angiologia: The Experiences”, in corso il 15 e 16 maggio presso l’Hotel Marechiaro di Gizzeria Lido. Un appuntamento che, anno dopo anno, sta consolidando il proprio ruolo nel panorama della medicina vascolare nazionale grazie a un format innovativo capace di coniugare aggiornamento scientifico, confronto multidisciplinare e divulgazione.
A sottolineare l’importanza dell’evento è stato il dottor Elia Diaco, promotore e responsabile scientifico del congresso, che ha evidenziato il successo registrato già dalla prima giornata: “La presenza numerosa di medici di medicina generale, specialisti e colleghi provenienti da tutto il Sud Italia dà un segnale importante sulla qualità dell’evento. È ormai un appuntamento riconosciuto a livello nazionale, che suscita interesse soprattutto per le novità terapeutiche e scientifiche nel campo dell’angiologia e della medicina vascolare”.
Nel corso delle sessioni scientifiche sono stati affrontati temi legati all’evoluzione delle cure flebologiche, alle tecniche mininvasive e alle nuove prospettive terapeutiche nella gestione delle patologie venose e arteriose.
Tra i relatori della prima giornata anche il professor Massimo Gallucci, che ha posto l’attenzione sull’importanza della divulgazione scientifica accessibile: “Questo nuovo modo di fare cultura scientifica sta coinvolgendo molto i partecipanti. Nel mio intervento ho voluto spiegare cos’è la scleromousse ecoguidata, ripercorrendone anche la storia e il ruolo rivoluzionario che ha avuto nel trattamento delle varici degli arti inferiori”.
Il dottor Paolo Rubino ha invece approfondito il tema dell’evoluzione della flebologia moderna, evidenziando come gli approcci conservativi e mininvasivi abbiano trasformato la gestione della patologia venosa: “Oggi molte problematiche possono essere trattate in regime ambulatoriale, con benefici sia per i pazienti sia per il sistema sanitario”.
Particolarmente significativo l’intervento del professor Giampiero Avruscio, presidente della Società Italiana di Medicina Vascolare, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità della formazione continua in un settore dove non esiste ancora una specializzazione dedicata: “La malattia venosa cronica è spesso sottovalutata, ma nelle forme più severe può essere correlata a un aumento del rischio cardiovascolare. Fondamentale è intervenire precocemente, anche quando il paziente è asintomatico, puntando molto sulla prevenzione e sull’aderenza terapeutica”.
Spazio anche alla chirurgia vascolare con il contributo del dottor Matteo Orrico, direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Vascolare dell’Annunziata di Cosenza e docente all’Università della Calabria, che ha illustrato le nuove frontiere nel trattamento delle patologie arteriose, sempre più orientate verso tecniche meno invasive e capaci di migliorare la qualità di vita dei pazienti.
Il professor Michele Del Guercio ha invece condiviso l’esperienza maturata in oltre vent’anni di utilizzo della scleromousse nel trattamento delle varici reticolari e delle teleangectasie, sottolineando il valore scientifico ormai acquisito dal congresso di Gizzeria: “Questo evento rappresenta ormai un punto di riferimento nell’informazione scientifica italiana”.
Tra gli argomenti affrontati anche quello dell’appropriatezza prescrittiva nelle terapie vascolari, tema al centro dell’intervento del dottor Matteo Bucalossi, con particolare attenzione alla corretta gestione terapeutica dell’insufficienza venosa cronica.
Nel corso delle sessioni si è discusso delle più recenti innovazioni terapeutiche nel trattamento della malattia venosa cronica, delle tecniche mininvasive e delle nuove prospettive diagnostiche. Particolare attenzione è stata dedicata alla scleroterapia, alla gestione del linfedema e all’importanza di un approccio sempre più personalizzato nella cura del paziente. Temi che confermano quanto la moderna angiologia stia vivendo una fase di profonda evoluzione, grazie all’integrazione tra ricerca scientifica, tecnologie innovative e multidisciplinarietà.
Uno degli aspetti più apprezzati dell’evento è stato anche il coinvolgimento del mondo dell’informazione, con giornalisti e conduttori chiamati a moderare e rendere accessibili temi altamente specialistici. Una scelta che continua a rappresentare uno degli elementi distintivi del talk show e che punta a creare un ponte diretto tra medicina e cittadinanza.
La seconda giornata proseguirà oggi con nuove sessioni dedicate alle esperienze cliniche, all’evoluzione della professione medica e agli approfondimenti sul rapporto tra salute vascolare, qualità della vita e prevenzione. Gizzeria Lido, ancora una volta, si conferma così centro di riferimento nazionale per il confronto scientifico nel campo dell’angiologia e della medicina vascolare.
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