Emodinamica, Vescio al Presidente Occhiuto e il centrodestra: "Qual è la vostra visione per l’ospedale di Lamezia?"
14 agosto 2026 15:54"Sull’Emodinamica di Lamezia Terme credo sia arrivato il momento di mettere da parte annunci, autocelebrazioni e plausi e porre una domanda molto più seria: qual è la visione che il presidente Occhiuto e il centrodestra hanno per l’ospedale “Giovanni Paolo II”?
Perché c’è un dato dal quale non possiamo prescindere: a Lamezia la sala di Emodinamica è stata realizzata e attrezzata da tempo, attraverso un investimento rilevante di denaro pubblico. Ad oggi quella sala è chiusa. Quella porta rimane chiusa, però gli infarti non aspettano.
Ci sono persone che stanno male, ambulanze che devono partire, pazienti che devono essere trasferiti altrove e minuti che, nelle patologie tempo-dipendenti, possono fare la differenza tra la vita e la morte.
Non è uno slogan politico: è la ragione stessa per cui esistono le reti dell’emergenza.
Pertanto faccio veramente fatica a comprendere i toni trionfalistici di questi giorni.
La DGR n. 400/2026 prevede per Lamezia un laboratorio di Emodinamica H6/H12, destinato essenzialmente alle procedure programmate, alla diagnostica invasiva e al follow-up, in contesti che esulano dalla rete STEMI. È questo il futuro che immaginiamo per Lamezia ? Credo fermamente che a Lamezia sia necessaria dell’Emodinamica H24, capace di rispondere anche alle emergenze cardiologiche.
Se la Regione ritiene che questo non sia possibile, lo dica chiaramente e soprattutto spieghi perché, rendendo pubblici i dati e i criteri utilizzati: bacino di utenza, numero degli STEMI, pazienti trasferiti, angioplastiche effettuate sui cittadini del territorio in altri ospedali e tempi effettivi dalla diagnosi alla riperfusione.
Non basta dire che Lamezia è uno Spoke e che l’H24 spetta agli Hub. Il DM 70 non vieta in assoluto l’Emodinamica H24 negli Spoke e la stessa programmazione calabrese lo
dimostra.
Il bacino del “Giovanni Paolo II” non può essere ridotto ai confini amministrativi della città.
Già in un’interrogazione parlamentare del 2021 relativa proprio all’Emodinamica di Lamezia veniva richiamato un bacino potenziale capace di interessare anche il Vibonese e il basso Cosentino fino ad Amantea.
C’è poi un altro elemento che merita attenzione. Il DCA 78/2024 contemplava per Lamezia attività di Elettrofisiologia ed Emodinamica e anche la possibilità di una sua aggregazione alla Rete SCA attraverso un riassetto organizzativo. Oggi è quindi assolutamente legittimo chiedere quale ruolo si intenda assegnare all’Emodinamica lametina nell’organizzazione della rete cardiologica regionale. Non è allarmismo. È pretendere programmazione e trasparenza. Così come qualche perplessità suscita il modello delle équipe itineranti previsto per l’avvio delle attività H6/H12. Davvero pensiamo che può rappresentare la soluzione per un ospedale come quello di Lamezia che serve un bacino così importante? Lamezia ha bisogno di personale stabile, professionalità da attrarre e trattenere. I reparti devono essere rafforzati, capaci di offrire servizi attivi ogni giorno.
La mia riflessione va oltre la vicenda dell’Emodinamica, diventa una questione molto più grande.
Non riesco a comprendere quale ospedale il centrodestra immagina per Lamezia tra cinque o dieci anni.
Un presidio progressivamente ridimensionato oppure un ospedale strategico della Calabria centrale, valorizzato per la sua posizione, il suo bacino e le grandi professionalità che ancora oggi vi lavorano?
E permettetemi allora un’altra domanda: il plauso al presidente Occhiuto per cosa, esattamente?Per una sala costata importanti risorse pubbliche, pronta da tempo e ancora chiusa? Per un’Emodinamica H6/H12 che deve ancora diventare concretamente operativa? Per una risposta alle emergenze che ancora non abbiamo? Quando il servizio partirà saremo felici, perché ogni risultato ottenuto per l’ospedale di Lamezia è un risultato per tutta la città, indipendentemente da chi governa. Il diritto alla salute non è una concessione della politica, non si può trasformare un ritardo di anni in un successo da celebrare.
Intanto, mentre discutiamo di atti e organizzazione, non dobbiamo mai dimenticare cosa c’è dall’altra parte: ci sono persone. Ci sono famiglie. Ci sono pazienti per i quali ogni minuto perso può significare una possibilità di cura in meno. Ci sono anche persone che muoiono mentre il sistema sanitario non riesce a garantire ovunque e sempre la risposta più tempestiva possibile. Per tutti e tutte loro, questa discussione deve essere affrontata con serietà e tempestività".
Lo si legge in una nota dell'Avv. Lidia Vescio
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