Ennio Curcio sulla condanna della signora Le Pen: “Solo il popolo li può giudicare?"

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L'avvocato Ennio Curcio
  02 aprile 2025 13:38

di ENNIO CURCIO

É stata condannata in primo grado la signora Le Pen, nota politica francese di destra. Il reato contestato è quello di essersi appropriata indebitanente di milioni di euro di fondi pubblici. Per capirci, i soldi erano stati destinati legittimamente dall 'Europa al suo gruppo parlamentare ma, invece, la signora Le Pen avrebbe finanziato il suo partito. Pensate un pó che paradosso nel paradosso, la sovranista francese si sarebbe appropriata di milioni di euro di soldi europei, proprio di quella comunità che tanto critica e vorrebbe distruggere. Pensavamo le venisse l'orticaria per la semplice provenienza dei soldi, ed invece, come recitavano i latini, "il denaro non ha odore" e se li è presi, eccome. La condotta della signora Le Pen sarebbe, se il fatto verrà accertato con sentenza definitiva, uguale a quella dell'amministratore di condominio che ricevendo dei soldi per pagare le bollette del condominio decidesse, invece, di saldare le proprie bollette personali di casa. Questa, semplificando, è l'appropriazione indebita. Destra o sinistra o centro che sia il politico, non si può fare perché è un reato, a prescindere se il popolo, o il condominio, tanto per rimanere nel paragone, ci ha votati. Dovrebbe essere evidente e scontato, perché é alla base della democrazia che le leggi valgono per tutti, altrimenti ritorneremmo alle monarchie assolute in cui le regole valevano quasi per tutti, tranne che per i regnanti oppure, più di recente, per i premier eletti direttamente dal popolo. Ed ecco allora che si profila una sorta di  "tirrania" della maggioranza del momento, in cui la politica  strumentalizza il consenso popolare per abusare dei suoi poteri, infischiandosene anche  dell'astensionismo, quasi fosse un male necessario e non il fallimento anche  degli stessi politici di turno. Il ragionamento è semplice quanto scorretto e pericoloso e suona piu o meno cosi: se una parte del popolo mi vota, allora nessuno può giudicarmi e condannarmi. 

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L'unico pena sarà la mancata rielezione. 
Una pericolosa stupidaggine, intesa a creare una forma di Stato in cui la forza del temporaneo consenso politico, cambia le regole democratiche e si sottrae al controllo della legge.  Capisco che fa gola a molti tale prospettiva, ma essa è fuori dalla democrazia in cui, invece,  eguaglianza davanti alla legge e separazione dei poteri, per un controllo incrociato che stemperi e moderi i diversi ambiti di competenza all'interno dello Stato di diritto,  sono imprescindibili per la democrazia, scelta sinora dagli Stati ad alta densità di libertà civili, come le democrazie occidentali. E allora, bisogna sempre diffidare di chi invoca il popolo prima della legge, perché non vuol fare quello che é legittimo prima che giusto, ma solo ciò che gli serve e lo rende più forte e pericoloso. Non vogliono essere "disturbati" nella gestione del potere. Invocano il decisionismo, altrimenti perdono tempo.
La democrazia partecipata per costoro è solo un orpello. Mi dispiace deluderli, ma io non ci sto !   La legge è l'unica paladina della democrazia perché rende gli uomini uguali, tutti, seppur nella loro meravigliosa diversitá.

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