
Un commerciante di nazionalità pakistana che gestiva un minimarket di prodotti alimentari in città era la vittima del gruppo di persone arrestate questa mattina dagli agenti della Squadra Mobile di Crotone per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Il gruppo ha infatti cercato di costringere la vittima a versare somme di denaro non dovute, avvalendosi della forza intimidatrice tipica della criminalità organizzata. Nei loro confronti è stata eseguita una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip distrettuale di Catanzaro, Massimo Forciniti, su richiesta della locale Dda. LEGGI QUI L'OPERAZIONE DI QUESTA MATTINA
Il provvedimento restrittivo ha colpito in totale sei persone. Nello specifico, il gip ha disposto la misura massima della custodia cautelare in carcere per il quarantenne Ali Amjad e per il quarantottenne Antonio Ciampà ed ha ordinato la misura degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, per il sessantunenne Stefano Liotti, il cinquantanovenne Francesco Vallone detto Franco, il cinquantanovenne Valerio Franco e il quarantottenne Leonardo Berlingieri.
L’indagine è nata quando il commerciante ha trovato il coraggio di denunciare i suoi aguzzini. L’uomo aveva stipulato un regolare contratto di locazione per un locale commerciale situato in via Cutro, di proprietà di Stefano Liotti, concordando un fitto di duecento euro mensili. Liotti, allo stesso tempo, aveva preteso il pagamento in contanti di un ulteriore somma di duecento euro in nero.
A causa di difficoltà economiche incontrate nell’attività, il commerciante a un certo punto aveva cessato di versare i soldi in nero per cui, nel luglio scorso, era iniziata una vera e propria persecuzione da parte del proprietario dell’immobile, considerato dagli inquirenti il mandante della tentata estorsione. Per costringere l’uomo a cedere, sono iniziati gli atti intimidatori da parte del gruppo al quale si sarebbe rivolto il proprietario del locale. Le dichiarazioni della vittima, ma anche le riprese delle telecamere di sorveglianze hanno consentito agli investigatori di ricostruire alcuni episodi.
Come quello che ha visto Antonio Ciampà, in negozio, l’attività presentarsi come persone addetta alla risoluzione delle controversie tra i cittadini crotonesi, minacciando poi la vittima di fargli “fumare la testa” qualora non avesse saldato il debito illecito o abbandonato il locale. Dal canto suo Vallone, di fronte alle resistenze del negoziante, ha rincarato la dose di minacce. Quando poi la vittima si era rivolta alle forze dell’ordine, Ali Amjad si sarebbe appostato davanti al locale, minacciando di fargli “rompere la faccia”. Lo scorso 9 settembre, poi, Valerio Franco, raggiunto l’esercizio commerciale, ha mimato il gesto di impugnare un’arma da fuoco e urlato pesanti minacce di morte mentre la vittima era al telefono con la polizia. Nella notte del 10 settembre, un individuo col volto coperto, ancora non identificato, ha colpito il negoziante con due pugni al volto davanti la sua abitazione. Poco lontano, per gli inquirenti c'era Leonardo Berlingieri ad attendere l’aggressore a bordo della sua autovettura.
Nel motivare il provvedimento restrittivo, il gip ha sottolineato come i protagonisti della tentata estorsione abbiano agito avvalendosi dell’aggravante del metodo mafioso, sfruttando l’evocazione di armi, l’azione di gruppo e il richiamo a un presunto controllo del territorio per annientare le difese psicologiche e fisiche della vittima.
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