
Allotta PNFD sindacato di polizia
Divise contro Togher: E se la Polizia disertasse l’Anno Giudiziario?
"Di fronte all'ennesimo "atto dovuto" che trasforma un intervento operativo in un calvario giudiziario, nasce una provocazione: interrompere il cerimoniale. Se la magistratura non tutela chi tutela i cittadini, che senso ha condividere le passerelle istituzionali? In Italia, il copione è diventato stucchevole. Una pattuglia interviene, il delinquente oppone resistenza, scatta la colluttazione e, puntuale come un cronometro svizzero, arriva l’avviso di garanzia. Tecnicamente è un "atto dovuto" per permettere l’autodifesa; nella realtà è una gogna mediatica e professionale che paralizza chi indossa una divisa". Lo scrive Ettore Allotta PNFD sindacato di polizia
La politica del "Sospetto Sistematico"
"Mentre la magistratura si prepara a celebrare le prossime inaugurazioni dell'anno giudiziario tra toghe d'ermellino e discorsi solenni, tra le fila delle forze dell'ordine cresce un malumore che non può più essere ignorato. Il paradosso è evidente: da una parte si chiede sicurezza, dall'altra si processa l’intenzione di chi quella sicurezza deve garantirla. La provocazione lanciata da più parti è drastica: disertare. I vertici di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza dovrebbero lasciare vuote quelle poltrone in prima fila. Un’assenza simbolica per dire "basta" a un sistema dove il delinquente viene troppo spesso percepito come vittima e l'operatore come potenziale criminale".
Ognuno per la sua strada
"La missione della Polizia è chiara: combattere il crimine, ripristinare la legalità e garantire la pace sociale. Un compito che richiede fermezza, non il timore costante di finire sotto inchiesta per aver fatto il proprio dovere. Se il dialogo tra i due poteri dello Stato si riduce a una serie di notifiche giudiziarie, allora forse è giunto il momento che ognuno percorra la propria strada, senza il bisogno di ipocrite cerimonie di facciata"
Verso lo scontro istituzionale?
"Non è solo una questione di forma, ma di sostanza. I Sindacati Polizia hanno più volte sottolineato come la mancanza di protocolli operativi chiari esponga gli agenti a rischi legali insostenibili. Senza una riforma che distingua chiaramente l'errore dalla legittima difesa del bene pubblico, la distanza tra chi giudica e chi agisce diventerà incolmabile. La sedia vuota alle prossime cerimonie non sarebbe un atto di insubordinazione, ma un grido di dignità: per servire lo Stato, le forze dell'ordine non possono essere nemiche dello Stato stesso".
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