
Il capogruppo di Fratelli d’Italia contesta il rapporto tra spese e imposta di soggiorno e incalza sui contributi alle associazioni: chiesti chiarimenti su finanziamenti e risultati.
19 ottobre 2026 12:34Tre milioni e duecentomila euro per gli eventi estivi del triennio 2024-2026 e circa 740mila euro di imposta di soggiorno riscossa nello stesso periodo. Sono i dati richiamati da Guglielmo Caputo, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio comunale di Corigliano Rossano, per contestare le scelte dell’amministrazione guidata dal sindaco Flavio Stasi. Una critica che riguarda le priorità di spesa, i risultati della programmazione turistica e i criteri di sostegno alle associazioni.
Nel suo intervento durante l’ultimo Consiglio comunale, Caputo ha posto una domanda politica precisa: quali benefici duraturi hanno prodotto per la città le risorse impiegate negli appuntamenti estivi?
«C’è un dato politico spaventoso davanti ai nostri occhi: una sproporzione abissale tra quello che questa amministrazione spende e quello che la nostra città incassa», ha dichiarato il capogruppo di FdI.
Per rendere immediata la contestazione, Caputo ha portato in aula un assegno simbolico da 3,2 milioni di euro, cifra che corrisponde alla spesa sostenuta per gli eventi organizzati da giugno a settembre nelle ultime tre annualità.
«Questo è l’assegno da 3 milioni e 200 mila euro che lei ha speso negli ultimi 3 anni, 2024, 2025, 2026, solo per eventi estivi da giugno a settembre», ha affermato, richiamando il peso delle risorse pubbliche e dei sacrifici richiesti alle famiglie e alle attività commerciali.
Il punto sollevato dall’opposizione è il rapporto tra queste uscite e gli obiettivi indicati dall’amministrazione. Caputo ha riferito che, a fronte di una previsione complessiva di 1,5 milioni di euro di imposta di soggiorno nel triennio, le somme riscosse sarebbero state circa 740mila euro: poco meno della metà della previsione e circa il 23 per cento della spesa per gli eventi da lui indicata.
L’imposta di soggiorno non misura da sola l’intero ritorno economico del turismo, né coincide con gli incassi delle imprese. Il confronto proposto da Caputo pone tuttavia una questione alla quale la Giunta è chiamata a rispondere: quali obiettivi erano stati fissati e con quali indicatori vengono valutati i risultati?
Riempire una piazza può essere un risultato per un singolo spettacolo. Dimostrare che quella spesa abbia rafforzato l’attrattività della città richiede anche dati sulle presenze, sulla durata dei soggiorni e sulle ricadute per le attività locali. È su questo terreno che si concentra la contestazione politica del capogruppo.
Caputo ha inoltre richiamato il periodo precedente alla fusione, sostenendo che per un’intera estate si spendessero circa 120mila euro, con appuntamenti comunque partecipati. Un paragone che, nella sua critica, serve a evidenziare quanto sia cresciuto l’impegno economico senza una prospettiva turistica altrettanto riconoscibile.
«Dopo 7 anni, potevate realizzare uno slancio storico in chiave turistica, anche grazie alla fusione», ha dichiarato. L’accusa politica è quella di avere utilizzato risorse consistenti per una successione di eventi senza costruire un progetto capace di produrre benefici nel tempo.
Un secondo fronte riguarda i bandi destinati alle associazioni. Caputo ha contestato l’opportunità politica di alcune partecipazioni, distinguendo il rispetto formale delle procedure dalle valutazioni sull’impiego dei contributi pubblici.
Nel suo intervento ha citato diverse associazioni che risultano vincitrici dello stesso bando da diversi anni. Si tratta di contestazioni formulate dal consigliere, che nonostante la regolarità formale del bando, creano sul piano etico e politico una situazione di grande imbarazzo per la giunta.
La richiesta politica è chiara: I cittadini devono poter conoscere a fronte di questo gigantesco impegno di risorse economiche quali benefici vengono verificati. Su queste domande, per Caputo, la Giunta deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte e fornire risposte documentate.
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