
di IACOPO PARISI
Nel cuore di Catanzaro, all’interno del Complesso Monumentale di San Giovanni, la memoria dei moti del 1970 a Reggio Calabria è tornata a vivere attraverso il teatro civile di “Evviva Maria!”, performance a cura di Lara Chiellino, inserita nella Settimana Straordinaria, il ciclo di eventi dedicato ai quarant’anni della scuola di teatro Enzo Corea.
La scelta di portare lo spettacolo proprio a Catanzaro assume un significato inevitabilmente simbolico. Fu infatti la decisione di nominare Catanzaro capoluogo della Calabria a innescare, nel 1970, quattordici mesi di proteste, tensioni sociali, scontri e manipolazioni politiche che segnarono profondamente la storia del Mezzogiorno e dell’intero Paese. Lo spettacolo racconta quella stagione attraverso gli occhi di Pina, giovane donna reggina promessa sposa di Carmine Jaconis. La loro vicenda personale attraversa il caos dei moti e accompagna lo spettatore dentro un contesto in cui rabbia popolare, tensione sociale e strategie eversive finiscono progressivamente per intrecciarsi. La rappresentazione insiste infatti sul tentativo dei gruppi neofascisti di infiltrarsi nella protesta e orientarne gli sviluppi politici, trasformando una rivolta popolare in terreno di manipolazione e violenza.

È proprio in questo clima di paura, sospetto e ricerca della verità che emerge la vicenda dei cinque giovani anarchici, nucleo emotivo e politico dell’intera rappresentazione. Alcuni di loro, arrestati dopo la strage di Piazza Fontana e successivamente rilasciati, vengono raccontati come figure impegnate a far luce sui rapporti tra eversione nera, apparati deviati e strategia della tensione. Secondo la narrazione, i cinque scoprono elementi collegati al progetto golpista di Junio Valerio Borghese, ex comandante della X Mas, e muoiono il 26 settembre 1970 sull’Autostrada del Sole mentre si recavano a Roma per consegnare documenti al giudice. La loro morte viene inizialmente archiviata come incidente stradale. Ma il racconto teatrale insiste sulle successive ricostruzioni che avrebbero collegato l’accaduto a un omicidio orchestrato da ambienti vicini allo stesso Borghese. È in questo passaggio che il tono dello spettacolo cambia profondamente: la memoria storica si trasforma in denuncia civile e il palco diventa luogo di interrogazione politica.
La forza della rappresentazione sta proprio nella capacità di tenere insieme dimensione privata e tragedia collettiva. La magistrale recitazione di Lara Chiellino nel ruolo di Pina accompagna il pubblico dentro il dolore umano che attraversa gli eventi storici, evitando la retorica e mantenendo costante una tensione emotiva autentica. All’interno della Settimana Straordinaria, “Evviva Maria!” ha così assunto un significato che va oltre il semplice omaggio teatrale. In un tempo in cui molte pagine della storia italiana sembrano scolorire nella memoria pubblica, lo spettacolo ha ricordato come il teatro possa ancora essere uno strumento vivo di coscienza critica, capace di riaprire domande rimaste irrisolte e di restituire umanità alle ferite della storia.
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