







di IACOPO PARISI
Quasi duemila presenze in due giorni e un Complesso Monumentale del San Giovanni che, nella serata conclusiva, ha mostrato il volto delle grandi occasioni. Factory Area Festival chiude la sua sesta edizione con una risposta importante del pubblico e una seconda giornata cresciuta ora dopo ora, fino a raggiungere il suo picco davanti alla console di MACE, protagonista più atteso della notte. Prima che fossero musica, luci e visual a prendersi la scena, a fare da cornice ci ha pensato ancora una volta il cielo sopra Catanzaro. Un tramonto particolarmente intenso ha accompagnato l'apertura dei cancelli e l'arrivo del pubblico sulla terrazza del Complesso, dando il via a una serata che avrebbe progressivamente cambiato ritmo e atmosfera.
Il Festival, però, aveva riaperto già nel pomeriggio la sua dimensione multidisciplinare. Nelle sale del chiostro il workshop “Camera Blu”, curato da Osservatoriomaree, ha proposto un laboratorio dedicato alla sperimentazione dell'immagine attraverso l'incontro tra fotografia in studio e stampa cianografica. Nello spazio museale, invece, il talk “Camini x Rubettino”, a cura di Jungi Mundu, ha raccontato l'esperienza e i progetti di inclusione della cooperativa nel comune di Camini attraverso la raccolta fotografica “Camini - Una finestra sul mondo”.
Con il calare del sole, il baricentro si è spostato sulla terrazza e sulla musica. Ad aprire la programmazione sono stati i NOONA, unica presenza locale nella line-up della seconda giornata. Il loro live ha trovato fin da subito il contatto con il pubblico che iniziava a popolare gli spazi del San Giovanni, dando il primo impulso a una lunga serata costruita sull'incontro tra linguaggi e sonorità differenti. È stato poi TYTO, progetto del compositore e polistrumentista Beppe Scardino, insieme a Piero Perelli, a regalare uno dei live musicalmente e visivamente più particolari della giornata. I due hanno messo in mostra tutta la loro qualità musicale, costruendo un'esibizione ricca di sfumature e contaminazioni, nella quale la componente strumentale ha avuto un ruolo centrale. A completare la performance, le caratteristiche maschere da barbagianni: un elemento scenico di forte impatto che ha dato un'identità visiva ancora più marcata a un live capace di distinguersi tanto per la musicalità quanto per la sua dimensione performativa. Dalle dinamiche del live si è passati poi alla console con Nicodemo b2b Volantis. I due producer e selector, attivi da tempo nella scena elettronica e legati anche all'esperienza di Alzaya Records, hanno spostato progressivamente il baricentro della serata verso il clubbing. Un passaggio che ha trovato la risposta del pubblico e accompagnato la terrazza verso una fase sempre più ritmata della notte, mentre l'affluenza continuava a crescere in vista degli ultimi appuntamenti.
Nel corso della serata è tornato in console anche Fabio Nirta, presenza che ha accompagnato entrambe le giornate di Factory Area Festival. Anche nel secondo appuntamento i suoi dj set hanno scandito i diversi momenti della programmazione, mantenendo alta l'energia e trovando ancora una volta una risposta immediata da parte del pubblico. A raccogliere quell'energia sono stati poi i Tresca Y Tigre, progetto nato dall'incontro tra la cantante e rapper italo-colombiana Sicala e il duo di producer Trampa. Le influenze legate alle radici latinoamericane si sono mescolate all'elettronica dando vita a un sound trascinante, che dal palco ha trovato immediatamente risposta sotto palco. Il duo ha fatto ballare il San Giovanni e scaldato ulteriormente una folla ormai numerosa e già in fermento per l'arrivo dell'artista più atteso.
Con l’arrivo di MACE, il San Giovanni ha raggiunto il momento di massima affluenza. Il producer e dj ha scelto un set lontano dalle soluzioni più immediate e dalle concessioni alle sonorità più commerciali, affidandosi a una selezione ricercata e a un ritmo che non ha mai perso intensità. Una scelta che ha trovato la risposta di una terrazza gremita e pronta a lasciarsi trascinare. Dal vivo si comprende fino in fondo la capacità dell’artista di costruire un'esperienza che assorbe progressivamente chi ha davanti: musica, luci e visual proiettati sul grande LED wall sono diventati parti dello stesso racconto, in un flusso continuo che ha tenuto il pubblico dentro lo show dall'inizio alla fine. È proprio vivendolo che emerge la forza della sua ricerca: non soltanto nella selezione musicale, ma nel modo in cui riesce a creare un'atmosfera, trasmettere energia e portare con sé il dancefloor.
Ma la serata non si è esaurita davanti al palco. Terminato il set, MACE si è fermato con il pubblico per foto e saluti, mentre negli spazi del San Giovanni continuavano gli incontri anche tra gli stessi protagonisti della line-up. Artisti che, una volta scesi dal palco, sono rimasti a parlare e confrontarsi tra loro, restituendo l'immagine di un festival vissuto non soltanto come successione di esibizioni, ma anche come occasione di incontro e scambio.
Si chiude così la sesta edizione di Factory Area Festival: due giornate, quasi duemila presenze e una serata finale che ha concentrato davanti al palco il momento di maggiore partecipazione. Dal pomeriggio dedicato alle attività multidisciplinari fino alla notte elettronica di MACE, il Complesso Monumentale del San Giovanni è tornato a essere uno spazio attraversato da pubblici, linguaggi e sonorità differenti, in piena estate e nel cuore del centro storico di Catanzaro.
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797