"Il femminicidio è una piaga che continua a ferire profondamente la nostra società. Di fronte alla morte di Lorena, non possiamo limitarci al dolore e all’indignazione. Dobbiamo avere il coraggio di trasformare questo dolore in responsabilità, prevenzione e impegno concreto.
Lorena può essere una nostra sorella, una nostra amica, una figlia, una compagna di università. Potrebbe essere una persona che conosciamo, che incontriamo ogni giorno, che magari sta vivendo in silenzio una situazione di paura o di sofferenza.
Per questo don Roberto Corapi, cappellano universitario, si rivolge a tutti, soprattutto ai giovani, con un appello forte: prima che sia troppo tardi, parlate, denunciate, chiedete aiuto.
“Non restiamo in silenzio davanti a ciò che non va. Se vedete una relazione malata, se riconoscete atteggiamenti di controllo, gelosia, minacce, umiliazioni o violenza, non fate finta di niente. Avvisate, parlate, chiedete aiuto. Denunciate. Non aspettate che accada l’irreparabile.”
Spesso la violenza non comincia con un gesto estremo. Può iniziare con una parola, con il controllo del telefono, con la gelosia esasperata, con l’isolamento dagli amici e dalla famiglia, con le minacce, con le umiliazioni. Sono segnali che non devono essere normalizzati né sottovalutati.
Come cappellano universitario, don Roberto ritiene che sia necessario partire dalla scuola e dall’università per educare le coscienze, insegnando ai ragazzi e alle ragazze che una relazione non può mai essere possesso, dominio o paura.
È necessario lavorare insieme: famiglie, scuole, università, istituzioni, Chiesa, associazioni e giovani. Nessuno può sentirsi estraneo a questa battaglia culturale.
“Dobbiamo imparare ad avere il coraggio di intervenire – sottolinea don Roberto – perché a volte una parola detta al momento giusto, una segnalazione, una richiesta di aiuto possono fare la differenza. Non dobbiamo voltare lo sguardo dall’altra parte”.
L’appello è dunque rivolto a tutti: se qualcosa non va in una relazione, non tacete. Se avete paura, chiedete aiuto. Se sapete che qualcuno sta vivendo una situazione di violenza o di pericolo, non ignoratela. Informate persone fidate e rivolgetevi ai servizi e alle autorità competenti.
La morte di Lorena deve farci riflettere e, soprattutto, deve spingerci ad agire.
Prima che sia troppo tardi.
Perché Lorena può essere una nostra sorella e una nostra amica. E ogni donna deve poter vivere libera dalla paura, nella dignità e nel rispetto.
Educhiamo. Ascoltiamo. Denunciamo. Interveniamo. Lavoriamo insieme".
Lo scrive Don Roberto Corapi, Cappellano universitario.
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