Festa dei Popoli, a Spazio 2 un confronto su accoglienza, volontariato e diritti

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  25 settembre 2026 21:36

di CATERINA MURACA

Un pomeriggio di confronto, testimonianze e riflessioni sui temi dell’accoglienza, della solidarietà e dell’inclusione. È quello vissuto oggi a Spazio 2, all’interno di Palazzo Fazzari, nell’ambito della Festa dei Popoli 2026, con il talk dedicato ai minori stranieri non accompagnati e alle modalità attraverso cui costruire percorsi di relazione, tutela e autonomia.

Al centro dell’incontro il tema “Minori stranieri non accompagnati, coltivare relazioni, costruire futuro”, un appuntamento che ha messo insieme realtà associative e operatori impegnati quotidianamente sul territorio, con l’obiettivo di riportare l’attenzione sulle storie e sulle prospettive dei tanti ragazzi arrivati in Italia senza la presenza di familiari o adulti di riferimento.

Un tema che, come sottolineato nel corso del confronto, non può essere affrontato soltanto dal punto di vista dell’assistenza. I minori stranieri non accompagnati sono infatti giovani con percorsi, aspirazioni, capacità e progetti di vita e necessitano di una rete capace di accompagnarli anche nella delicata fase di passaggio verso la maggiore età e l’autonomia.

Tra i protagonisti del talk anche l’Associazione Tutori Volontari MSNA della Calabria, realtà nata a Catanzaro nel 2023 e composta da cittadini che svolgono attività di rappresentanza legale, tutela e sostegno nei confronti dei minori stranieri soli. L’associazione opera per promuovere percorsi di crescita, formazione e inclusione sociale, oltre a favorire la conoscenza dell’affido e della solidarietà familiare.

Durante l’incontro è stata richiamata anche l’importanza della tutela volontaria prevista dalla legge 47/2017, conosciuta come legge Zampa, che attribuisce al tutore un ruolo di rappresentanza e accompagnamento del minore. Non si tratta soltanto di un adempimento formale: il tutore diventa una figura adulta di riferimento, chiamata ad ascoltare il ragazzo, comprenderne i bisogni e contribuire alla tutela dei suoi diritti.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’accoglienza, con particolare attenzione alla possibilità di costruire relazioni che vadano oltre la permanenza nelle strutture e che possano accompagnare i ragazzi verso una reale autonomia. In questo senso, l’affido e l’accoglienza in famiglia rappresentano strumenti attraverso i quali creare legami e punti di riferimento soprattutto nella fase che precede e segue il compimento dei 18 anni.

Tra gli interventi quello di Rosangela Catizzone, referente territoriale del progetto FAMI “Affido” dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, da anni impegnata sul tema dei minori stranieri non accompagnati e nel lavoro di rete con i tutori volontari. La sua attività è stata già collegata alla nascita dell’associazione calabrese e alla costruzione di percorsi di collaborazione tra tutori, strutture di accoglienza e realtà del territorio.

Particolarmente significativa anche la presenza di Emergency, che ha portato all’interno del talk la testimonianza diretta di un medico impegnato come volontario a Gaza durante il conflitto. Un racconto che ha permesso di allargare ulteriormente lo sguardo sul tema dell’emergenza umanitaria, mettendo in evidenza il valore del lavoro dei volontari e di chi sceglie di mettere a disposizione competenze e tempo in contesti segnati da guerra, emergenze e fragilità.

Il confronto ha quindi riportato l’attenzione sul valore del volontariato, inteso non soltanto come attività di supporto, ma come possibilità concreta di costruire relazioni e contribuire alla crescita di chi si trova in una situazione di particolare vulnerabilità. In questo quadro, è stato rilanciato anche l’invito a conoscere il ruolo del tutore volontario e a valutare la possibilità di intraprendere questo percorso.

Nel corso del pomeriggio hanno trovato spazio anche altre realtà impegnate sui temi sociali e internazionali. Tra queste ARCI, con il proprio contributo sui percorsi di inclusione e partecipazione, e la rappresentanza della comunità cubana, che ha portato all’attenzione del pubblico la situazione di Cuba, offrendo un ulteriore punto di vista all’interno di una manifestazione nata proprio per favorire l’incontro tra culture, esperienze e comunità differenti.

La giornata di Spazio 2 ha così confermato uno degli elementi centrali della Festa dei Popoli: trasformare la conoscenza dell’altro in occasione di confronto. Non soltanto attraverso musica, tradizioni e cultura, ma anche attraverso la discussione di questioni sociali e umane che riguardano direttamente la comunità.