
di CARLO MIGNOLLI
Venerdì 25 ottobre alle ore 21:00, sul palco del Teatro Politeama di Catanzaro, arriva Alice Visconti (pseudonimo di Carla Bissi) con Master Songs, uno spettacolo elegante e intenso che rende omaggio ai grandi cantautori italiani. L’appuntamento rientra nella programmazione musicale della XXII edizione del Festival d’Autunno, ideato e diretto da Antonietta Santacroce.
Accompagnata da Carlo Guaitoli al pianoforte e alle tastiere, Antonello D’Urso alle chitarre e Chiara Trentin al violoncello, Alice costruisce un percorso sonoro raffinato tra musica e poesia, in cui le parole di Battiato, De André, De Gregori, Guccini, Dalla, Fossati, Camisasca e Di Martino si intrecciano con la sua voce limpida e profonda. Master Songs è un’esperienza immersiva che unisce immagini, suoni e versi: le videoproiezioni e la lettura di poesie di Pier Paolo Pasolini, Pierluigi Cappello e Maria Grazia Di Gleria trasformano il palco in uno spazio sospeso, dove musica e visione diventano una sola emozione.
Prima del concerto, Alice si è raccontata ai nostri microfoni toccando vari temi, dalla genesi dello spettacolo al legame con Franco Battiato.
L’INTERVISTA
Alice, il concerto “Master Songs” è un omaggio ai grandi cantautori italiani. Come nasce l’idea di questo progetto e cosa rappresenta per lei?
«Master Songs nasce dal desiderio di condividere brani del mio repertorio discografico in cui nel corso degli anni, oltre alle tante canzoni che ho scritto e pubblicato, ci sono quelle di alcuni grandi cantautori italiani, già nel mio album “Viaggio in Italia” e alcune poesie in musica di poeti come Pasolini, Cappello e Di Gleria, ai quali riservo un momento speciale all’interno del programma. Sono canzoni con contenuti esistenziali, spirituali, culturali, poetici che sento di grande rilevanza in questo difficile momento storico dell’umanità segnato da violenza, sopraffazione, guerre e da un impoverimento relazionale e culturale spaventoso».
A Catanzaro porterà un viaggio musicale tra parole e immagini, tra canzoni e poesie. Come ha costruito l’intreccio tra musica, poesia e videoproiezioni?
«I video realizzati sono al servizio delle canzoni per un esperienza immersiva totalizzante».
Sul palco sarà accompagnata da Carlo Guaitoli, Antonello D’Urso e Chiara Trentin. Cosa unisce voi quattro in questa esperienza artistica?
«Sensibilità e affinità, apertura e desiderio di innovare nella comprensione e rispetto delle composizioni originali e una collaborazione pluriennale. Sono musicisti eccezionali!».
Il Festival d’Autunno di Catanzaro, giunto alla sua 22ª edizione, ha una forte dimensione culturale. Cosa si aspetta dal pubblico calabrese in questa tappa?
«Spero di poter condividere Master Songs con il pubblico calabrese e gioirne insieme anche quest'anno nello splendido Teatro Politeama».
Interpreta autori come Battiato, De André, Guccini, De Gregori, Dalla, Fossati, Camisasca, Di Martino. Quando interpreta le loro canzoni, sente di entrare in dialogo con le loro visioni o di farle proprie attraverso la sua sensibilità?
«Il mio intento non è solo di interpretarle al meglio ma di viverle pienamente, nell'ascolto profondo della loro essenza per divenirne strumento. Scelgo sempre canzoni a cui sento di aderire anche musicalmente».
Il suo sodalizio con Franco Battiato è parte indelebile della storia della musica italiana. Quanto della sua eredità vive ancora nel suo modo di fare arte? C’è un insegnamento, un gesto o una frase di Battiato che porta con sé ogni volta che sale sul palco?
«Ciò che ho imparato a partire dall'iniziale intensa collaborazione con Franco Battiato nel 1980 e 1981, per la realizzazione dei miei primi due album come cantautrice " Capo Nord" e "Alice", insieme anche a Giusto Pio, è diventato parte di me. Franco è sempre stato se stesso in qualsiasi circostanza, sul palco come nella vita di tutti i giorni senza distinzione e senza paura».
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