Filmmaking ed evoluzione digitale, Domenico Gambardella all'UniCal per riscrivere i confini della creatività

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images Filmmaking ed evoluzione digitale, Domenico Gambardella all'UniCal per riscrivere i confini della creatività


  10 maggio 2026 19:01

Qual è il confine tra automazione e talento nell'era dell'intelligenza artificiale? Se ne è discusso con passione all'Università della Calabria durante la lezione-evento di Domenico Gambardella, filmmaker di lungo corso di programmi RAI quali Kilimangiaro, Sapiens, Cose Nostre. L'incontro, dal titolo evocativo “Senza fatica: l’illusione della perfezione AI e il futuro del filmmaking”, ha offerto una panoramica critica e senza sconti su come le nuove tecnologie stiano riscrivendo i linguaggi dell'audiovisivo.

Gambardella ha dialogato con gli studenti dei corsi di Media e Società Digitale e Scrittura, Immagini e Media Digitali, del Dipartimento di Scienze e Politiche Sociali, portando la testimonianza di chi ha vissuto in prima linea il passaggio dall'analogico al digitale estremo.

“Giro da decenni e ho visto cambiare strumenti, flussi di lavoro e linguaggi,” ha spiegato il regista. “Adesso, però, sta cambiando qualcosa di più profondo: il modo in cui pensiamo al processo creativo, alla fatica e, soprattutto, all'errore. L'AI ci propone una perfezione levigata che può diventare una prigione per l'originalità se non siamo noi a governarla.”

Messaggi chiari e diretti quelli che Gambardella ha voluto condividere con i futuri professionisti della comunicazione e del cinema:

“Lasciatevi sorprendere. Non fate che l’intelligenza artificiale spenga la vostra testa, ma l’accenda, sfruttandola come una risorsa. Non inseguite la comodità del risultato immediato, ma cercate sempre l'anima di ciò che raccontate.”

Il regista ha espresso profonda gratitudine per l'invito, sottolineando il valore istituzionale dell'incontro: “Desidero ringraziare il Rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, e il professor Daniele Dottorini per l’accoglienza e per aver promosso un momento di riflessione così vitale. Tornare nella mia terra per parlarne ha un sapore particolare: è un debito di conoscenza che si restituisce a una comunità di talenti che ha il diritto di essere protagonista del cambiamento.”


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