Francesco Pitaro (PD): "Un Piano di cura del territorio"

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  19 marzo 2026 12:01

di FRANCESCO PITARO* 

Assistiamo, con tristezza e quasi rassegnati, agli effetti disastrosi del maltempo in Calabria  che colpiscono l’economia, le infrastrutture materiali e immateriali e mettono  a rischio la vita delle persone, ma purtroppo tarda a percepirsi, nonostante le raccomandazioni  della comunità scientifica e le condizioni di molti luoghi che evocano ‘lo sfasciume pendulo sul mare’ di Giustino Fortunato, una netta inversione delle priorità nell’agenda della politica. Occorrerebbe, dinanzi alla fragilità geologica della regione e alle difficoltà dei Comuni nell'affrontare  i danni del maltempo, intensificare l’impegno e concentrare e implementare  le  risorse per fronteggiare  gli eventi meteorologi estremi che, oggi piu di ieri, pongono il serio problema della  sussistenza dei territori.
 
Legambiente, di recente, ha rilevato che la Calabria non ha neppure partecipato alla Missione Europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici, pilastro del Green Deal europeo che ha sostenuto oltre 150 regioni e comunità nel percorso verso la resilienza climatica entro il 2030. E che, a differenza di altre dieci regioni italiane e di numerosi enti locali che hanno firmato la ‘Carta della Missione’, la Calabria non ha adottato alcun piano specifico di azione. Ebbene, si vuole riferire ai cittadini il perché di queste omissioni e spiegare quali provvedimenti si stanno adottando - considerando che la Commissione Europea supporta le Regioni nella pianificazione e attraverso finanziamenti e progetti specifici per la messa in sicurezza dei territori - per  rimediare ai ritardi che peggiorano la  capacità di gestione di calamità che peraltro spesso  sarebbe possibile prevedere?
 
E si vuole riferire ai cittadini a che punto si è nel contrasto all’abusivismo edilizio, al  dissesto idrogeologico e all’erosione costiera, alla manutenzione ordinaria del territorio (a partire dai corsi d’acqua e dalla cura del patrimonio verde) e alle criticità dello spopolamento dei centri dell’entroterra? E’condivisibile, visti i danni subiti i anche dalle preziose testimonianze culturali della Calabria, la chiamata alla corresponsabilità dei calabresi verso il territorio dell’antropologo Vito Teti; ma serve soprattutto un cambio di passo della politica in tutte le sue espressioni, per realizzare ‘un grande piano di cura, recupero, risanamento e messa in sicurezza dei luoghi’.   E’ chiaro che si è dinanzi a questioni complesse e difficili che nel passato non sono state affrontate con scienza e coscienza, ma chi sta governando la Regione, ormai da otto  anni, dovrebbe aver inteso che le politiche emergenziali sono inadeguate alle necessità”
 
*già consigliere regionale


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