
di FRANCO CIMINO
No, non chiuderà. Il nostro piccolo glorioso gioiellino, il vecchio Supercinema, resterà aperto. Sento che sarà così. Posso assicurarlo alla Città. Dalla quale sono fuori da dieci giorni e per nulla preoccupato dell’improvvisa notizia. Qui, dove mi trovo, l’ho appresa. Falso allarme, dunque. Il problema tecnico, che era stato annunciato pubblicamente, io non credo possa essere la copertura di una decisione così drammatica. Conosco i volenterosi intelligenti ragazzi, che da anni hanno in cura questo luogo straordinario e per il quale continuano a fare grandi sacrifici proprio per tenerlo aperto. L’unico cinema nel centro del Centro Storico rimasto stabilmente aperto, non può cessare il suo pur difficile cammino. Anche perché vuole svolgere doverosamente solo questa sua attività per la quale è nato. Piuttosto, con le necessarie e utili sistemazioni interne, da leggera ristrutturazione e altrettanto leggero adeguamento tecnico, si potenzierà. E si farà più bello. In quella sorta di bomboniere d’oro d’argento, con brillanti e perle e tante pietre preziose e multicolori incastonati, c’è quella luce d’umanità e di cultura, che farà più bella quella via.
E più luminoso quello stretto corridoio che collega le diverse parti più storiche di Catanzaro al suo antico e bellissimo Corso. Non chiuderà questa piccola e delicata opera di fine architettura, per il nobile motivo per il quale è rinata ed è rimasta viva in questi anni per opera e volontà, assolutamente gratuita, di un coraggioso e nobile imprenditore. Il quale l’ha promesso alla Città quale dono e scambio di generosità. In particolare, quella ricevuta dalla città che gli ha dato tanto. Anche sul piano affettivo. Tutto questo egli ha detto anche a me.
Quasi come una promessa. Di certo, con serietà di uomo. E ancora più certamente, con quello spirito di cittadinanza che contiene amore per la Città. Ho letto in soli ventiquattr’ore più di un centinaio di dolenti commenti e di anticipata struggente nostalgia. E anche la proposta di attivare una sorta di solidarieta(?!)dei cittadini per non lasciar morire il Supercinema. Io credo che il modo migliore di salvare un cinema o un teatro o un luogo d’arte, a partire da questo, sia quello di andarci spesso e di pagare il biglietto. Una piccola sala, come quella delle nostre anticipate inutili lacrime, piena di spettatori attenti e “contenti” , credo faccia più bene che tante sterili petizioni. Faccia bene al Cinema. E alla Città.
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