Gallo (Nuova Genesi): "Crans-Montana, il dolore che ci unisce e la responsabilità che ci chiama"

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  06 gennaio 2026 09:35

di BRUNO GALLO 

A nome mio personale e dell’intero movimento politico Nuova Genesi, esprimo la più profonda vicinanza e il sincero cordoglio alle famiglie dei ragazzi tragicamente scomparsi nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Davanti a una perdita così ingiusta e improvvisa, le parole sono sempre insufficienti. Resta il silenzio rispettoso del dolore, l’abbraccio ideale alle famiglie, agli amici e a tutti coloro che oggi portano nel cuore un vuoto che nulla potrà colmare. Ogni giovane vita spezzata è una ferita aperta per l’intera comunità. È una ferita che attraversa confini, lingue e nazioni, perché il valore della vita umana è universale e la sofferenza di una famiglia diventa, in qualche modo, la sofferenza di tutti. Accanto al dolore, però, nasce anche una responsabilità collettiva: trasformare il lutto in consapevolezza.

Eventi con grande affluenza di persone richiedono un livello di attenzione e di prevenzione massimo, rigoroso, non negoziabile. La sicurezza non è un dettaglio organizzativo, ma una condizione essenziale di civiltà. In particolare, le uscite di emergenza rappresentano uno dei pilastri fondamentali della sicurezza pubblica.

Devono essere: chiaramente segnalate, visibili anche in condizioni di scarsa illuminazione; sempre libere e accessibili, mai ostruite; adeguate al numero di persone presenti, secondo criteri tecnici precisi; oggetto di controlli preventivi e continui, non solo formali ma sostanziali; accompagnate da personale formato, capace di gestire situazioni di emergenza con lucidità e competenza. La sicurezza non può essere affidata all’improvvisazione, né sacrificata a logiche di profitto o superficialità. Ogni evento, grande o piccolo, deve essere progettato mettendo al centro la tutela delle persone, prevedendo scenari di rischio e risposte immediate. Prevenire significa salvare vite. Come Nuova Genesi, crediamo che il progresso di una società si misuri anche dalla sua capacità di proteggere i più giovani, di imparare dagli errori e di non voltarsi dall’altra parte. Chiediamo con forza una cultura della sicurezza più diffusa, più severa e più responsabile, che coinvolga istituzioni, organizzatori, tecnici e cittadini. Alla memoria dei ragazzi scomparsi va il nostro pensiero più commosso. Alle loro famiglie va il nostro rispetto, la nostra vicinanza e l’impegno a fare in modo che tragedie simili non vengano mai considerate “fatalità”, ma moniti dolorosi da cui costruire un futuro più sicuro, più umano, più giusto.

 

 


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