di IACOPO PARISI
L'autismo non è un limite, ma una realtà che merita ascolto, comprensione e sostegno. Con questa consapevolezza, il Club Lions Catanzaro Host, insieme al Gruppo di Catanzaro del CISOM – Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, all’associazione A.C.S.A. & STE ETS e all’A.O.U. Renato Dulbecco, ha organizzato un incontro di sensibilizzazione in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo. Un momento di riflessione e confronto che si è svolto nella Sala Multimediale dell’A.O.U. “Renato Dulbecco” – Presidio “Pugliese".
L’evento si inserisce nel contesto del progetto "Super-Amabili", attivo da tre anni nei reparti pediatrici dell’A.O.U. Renato Dulbecco. Protagonista di questa iniziativa è Francesco, un “volontario speciale” del CISOM, che offre quotidianamente supporto ai piccoli pazienti: dalla presenza rassicurante durante esami medici, alla lettura di favole, fino alla condivisione di momenti ludici. Un progetto che va oltre la semplice assistenza, ponendo l’accento sulla dimensione umana e sul valore della vicinanza emotiva.
Ad aprire l’incontro è stato il presidente del Club Lions Catanzaro Host, Pietro Maglio, che ha evidenziato la sinergia tra le diverse realtà coinvolte nel progetto: «Siamo qui perché, grazie alla sensibilità dell’azienda per la quale lavoriamo, grazie alla sensibilità del Lion’s Club, di A.C.S.A. & STE, del CISOM, siamo riusciti ad ottenere una grande partecipazione e a fare in modo che una persona speciale riesca a dare sollievo, a riempire la giornata e a regalare un sorriso ai nostri piccoli pazienti».
A seguire, la commissaria straordinaria dell’A.O.U. Renato Dulbecco, Simona Carbone, ha sottolineato il doppio ruolo che i responsabili del progetto svolgono: quello professionale, come medici e operatori sanitari, e quello sociale, aspetto che da sempre è strettamente connesso all’azienda e alla comunità. Ha poi evidenziato le criticità nei servizi dedicati all’autismo nella regione: «È chiaro che i nostri servizi, in particolare nella nostra regione, non sono ancora sufficienti per garantire un intervento precoce, fondamentale per il raggiungimento della massima autonomia e dell’inserimento sociale di questi ragazzi. Un ruolo importante, dunque, è svolto dalle associazioni e dagli enti del terzo settore, che si fanno carico di questa necessità».
Il direttore sanitario Domenico Perri ha posto l’accento sulla necessità di un cambio culturale: «La consapevolezza è il primo passo verso l’inclusione. Dobbiamo educare prima noi stessi e poi gli altri su cosa significhi vivere con l’autismo. È fondamentale ascoltare e includere le esperienze delle persone autistiche e delle loro famiglie, riconoscerne le esigenze e abbattere le barriere che impediscono loro di partecipare pienamente alla società. L’accettazione è il primo passo importante. Le persone autistiche hanno abilità e talenti unici che possono arricchire la nostra comunità: dobbiamo celebrare queste differenze e creare un ambiente in cui tutti possano sentirsi valorizzati e rispettati. Dobbiamo inoltre sostenere la ricerca e le politiche che possano migliorare la vita di queste persone e delle loro famiglie».
Saverio Salerno, capogruppo del CISOM Catanzaro, ha raccontato la genesi del progetto: «Ci siamo imbattuti in questa problematica, che è una problematica sociale ma soprattutto familiare, e questo ci ha molto colpiti. Sensibili all’argomento, abbiamo deciso di proporre un progetto che ha avuto una risonanza nazionale. Abbiamo fatto entrare nella nostra associazione un volontario speciale: Francesco, che legge storie ai bambini, li accompagna in modo giocoso per l’ospedale e comprende le loro esigenze con particolare sensibilità. Il progetto ha permesso di realizzare un'inclusione che va oltre il semplice ambito lavorativo, offrendo un concreto sollievo ai piccoli pazienti».
Don Francesco Farina, direttore dell’Ufficio di Pastorale della Salute della Diocesi di Lamezia Terme, ha poi posto l’accento sulla consapevolezza sociale dell’autismo: «L’autismo ha un nome e un volto: quello delle persone che ne sono affette e delle loro famiglie. Troppo spesso la scarsa conoscenza porta all’isolamento e all’esclusione sociale. Bisognerebbe far sì che le menti e i cuori tornino a essere permeati da benevolenza e spirito di accoglienza».
L’avvocato Dario Gareri ha affrontato il tema della legislazione e dell’approccio normativo all’autismo in Italia, ripercorrendo l’evoluzione delle leggi e sottolineando l’importanza della diagnosi precoce: «Maggiormente si interviene nei primi anni di vita, più è possibile agire su strumenti fondamentali per migliorare la comunicazione e i comportamenti. Tuttavia, la società manca ancora di consapevolezza, ed è per questo che giornate come questa sono fondamentali».
La psicologa Maria Giovanna Salerno ha approfondito l’importanza dell’intervento multidisciplinare e della personalizzazione dei piani terapeutici: «L’obiettivo principale è favorire l’autodeterminazione della persona, creando progetti terapeutici individualizzati che sfruttino i punti di forza di ciascuno. La neurodiversità va riconosciuta e valorizzata per promuovere una reale inclusione»
Infine, Giuseppe Raiola, direttore del Dipartimento Materno-Infantile e presidente di A.C.S.A. & STE ETS, ha introdotto il suo intervento con la lettura di un toccante brano tratto dal libro Il bambino irraggiungibile di Manuel Sirianni, ragazzo autistico non verbale di Catanzaro, evidenziando come anche chi ha difficoltà comunicative sia capace di amare profondamente. Ha poi offerto una profonda riflessione citando il titolo del libro di Daniele Mencarelli, Tutto chiede salvezza: «Questa è una giornata in cui tutto chiede salvezza: salvezza per una società che non riesce ad accogliere la diversità, salvezza dall’abbandono istituzionale, salvezza per i genitori di questi bambini che ogni giorno affrontano una dura battaglia. Come dice Don Chisciotte: "Cambiare il mondo, amico Sancho, non è follia, non è utopia, ma solo giustizia"».
A chiudere l’incontro, la commissaria straordinaria Simona Carbone ha ribadito l’importanza di un impegno sociale continuo, in particolare per genitori ed educatori, affinché la responsabilità sociale ed educativa vada oltre i meri strumenti legislativi, contribuendo a una società più consapevole e inclusiva.
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