
La Corte d’Appello di Catanzaro ha ridotto la pena nei confronti di Daniele Furriolo, imputato per il violento ferimento di Eugenio Mancuso, accoltellato più volte e abbandonato sul bordo della strada in gravi condizioni. I giudici di secondo grado hanno rideterminato la condanna da 10 anni di carcere, inflitti in primo grado, a 5 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione.
La decisione è arrivata dopo il riconoscimento delle attenuanti generiche considerate equivalenti all’aggravante dei futili motivi contestata all’imputato.
Resta confermato il risarcimento disposto a favore delle parti civili. In aula la famiglia della vittima era assistita dagli avvocati Antonio Lomonaco e Valerio Murgano.
Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Catanzaro, Mancuso sarebbe stato attirato con una scusa e successivamente colpito con diversi fendenti. Le ferite riportate, tra cui perforazioni al cuore e a un polmone, furono ritenute estremamente gravi dai sanitari. Determinante, per evitare conseguenze irreparabili, l’arrivo tempestivo dei soccorsi.
Gli investigatori ritengono che alla base dell’aggressione vi fossero dissapori di natura sentimentale legati a una ragazza.
Nel procedimento di primo grado erano stati condannati anche Daniel Ciambrone, accusato di omissione di soccorso e destinatario di una pena di cinque mesi, e Vittorio Boccuto, condannato a un anno e quattro mesi per favoreggiamento personale e omissione di soccorso. Per entrambi non è stato presentato ricorso in appello.
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