Giro d'Italia a Catanzaro, Schiavello: "Ingiustificabile miopia editoriale che ha caratterizzato i servizi del TGR Calabria"

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images Giro d'Italia a Catanzaro, Schiavello: "Ingiustificabile miopia editoriale che ha caratterizzato i servizi del TGR Calabria"


  14 maggio 2026 14:52

di ANNALISA SCHIAVELLO

"Con la presente intendo stigmatizzare l'evidente e ingiustificabile miopia editoriale che ha caratterizzato i servizi del TGR Calabria nelle edizioni delle 14:00 e delle 19:30 dello scorso 12 maggio 2026 e che ho avuto modo anche di segnalare con un reclamo ufficiale alle stessa redazione. Rientrata dopo aver vissuto l'emozione della "Carovana Rosa", ho assistito a un racconto mediatico che non si può che definire parziale, se non deliberatamente omissivo. Risulta incomprensibile come l'avvio assoluto della competizione — l’atto inaugurale svoltosi tra la suggestione del Parco della Biodiversità e le storiche vie di Catanzaro — sia stato degradato al rango di evento invisibile.

Non un'immagine, non un collegamento, nulla che restituisse giustizia all'impegno di un’Amministrazione Comunale e all'entusiasmo vibrante di un intero capoluogo. L’edizione delle 14:00 si è rivelata un’ode monocromatica dedicata esclusivamente a Cosenza: una semplice tappa d'arrivo, elevata a baricentro del mondo a scapito della logica ed etica cronistica che avrebbe preteso una narrazione distinta tra partenza e traguardo. Il paradosso ha toccato l'apice nelle ore serali, quando si è preferito indulgere sulle anticipazioni della ripartenza da Praia a Mare — con tanto di vetrina istituzionale per il primo cittadino locale — piuttosto che dare atto di quanto accaduto nella mattinata a Catanzaro.

È difficile non scorgere in tale squilibrio il riflesso di un campanilismo vetusto, alimentato forse dalla comodità logistica della sede RAI. Negando il racconto della partenza, avete sottratto ai calabresi un momento di orgoglio collettivo; per fortuna, la realtà delle strade di Catanzaro è stata molto più luminosa della vostra “(o)messa” in onda. In attesa di un prossimo Giro, ci auguriamo che la fortuna — o forse una maggiore deontologia professionale — possa finalmente restituire a questo territorio la dignità che merita". 


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