Giustizia a Catanzaro, Lucantonio: “Organici allo stremo. La riforma? Non migliorerà i processi”

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Giustizia a Catanzaro, Lucantonio: “Organici allo stremo. La riforma? Non migliorerà i processi”
Giuseppe Lucantonio, Procuratore generale Catanzaro

  31 gennaio 2026 15:21

Un grido d’allarme chiaro e diretto quello lanciato dal Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro, Giuseppe Lucantonio, a margine della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Ai nostri microfoni, il magistrato ha tracciato un quadro critico delle condizioni in cui versa il distretto giudiziario calabrese, denunciando una carenza strutturale di personale che rischia di compromettere l’efficienza del sistema.

"Siamo veramente allo stremo come organico" ha dichiarato Lucantonio, ricordando le dimensioni e la complessità del territorio di competenza: "Abbiamo un milione e mezzo di persone, sette tribunali, quattro province, ma un numero di magistrati requirenti inferiore rispetto ad altri distretti che, con 500 mila abitanti e tre tribunali, possono contare su più magistrati".

Una sproporzione che pesa quotidianamente sull’attività giudiziaria e che, secondo il Procuratore generale, richiederebbe interventi urgenti e strutturali. "Servirebbe un incremento o la creazione di posti nuovi – ha spiegato – ma non si riesce, nonostante gli sforzi del Ministero, a coprire i posti vacanti: molti entrano, ma molti stanno andando in pensione". Un turn over che di fatto impedisce un reale rafforzamento degli uffici.

Parole altrettanto nette arrivano sul fronte della riforma della giustizia. Lucantonio non nasconde il proprio scetticismo: "Questa non è una riforma della giustizia, è una riforma dell’autogoverno della giustizia", ha affermato, riferendosi al Consiglio Superiore della Magistratura e alla sezione disciplinare. Mentre per la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, il magistrato rimarca il fatto che questa fosse già in atto dall'epoca di Mastella.

"Non è una riforma che darà alcun beneficio ai processi, né accelerandoli né migliorandoli". Secondo Lucantonio, infatti, le risorse destinate a questa revisione dell’assetto istituzionale si sarebbero potute impiegare diversamente, puntando su interventi concreti. "Forse i soldi per creare due Csm e fare questa riforma si potevano investire su assunzioni di tecnici informatici, sulla riduzione delle sedi giudiziarie inutili, sulla rivisitazione della geografia giudiziaria e soprattutto sul riconoscimento delle professionalità". 


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.