Giustizia. Giannetta scrive a Bonafede: "E' tempo di tutelare i magistrati onorari"

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images Giustizia. Giannetta scrive a Bonafede: "E' tempo di tutelare i magistrati onorari"
Consigliere regionale di Forza Italia, Domenico Giannetta

Il consigliere regionale scrive al Ministro affinchè "non ignori i diritti dei lavoratori della Giustizia. Le soluzioni non possono essere oltremodo procrastinabili”

  07 gennaio 2021 11:35

“I magistrati onorari sono retribuiti con compensi oggettivamente irrisori e non godono di alcuna tutela da parte del Ministero, essendo loro negata addirittura ogni protezione previdenziale e assistenziale”. Lo dichiara il Consigliere regionale di Forza Italia Domenico Giannetta. “Siamo di fronte ad una grave distorsione di principi giuridici basilari della nostra Repubblica - dichiara il consigliere forzista - una situazione aberrante che deve essere risolta con assoluta urgenza, anche per non incorrere nell’ennesima infrazione da parte dell’Europa, che continua a richiamarci alle nostre responsabilità”.

“È innegabile - continua Giannetta - che il funzionamento della Giustizia sia inscindibilmente legato a questa essenziale componente della giurisdizione. Come evidenzia lo stesso Consiglio Superiore della Magistratura, i VPO (Vice Procuratori Onorari) rappresentano l’accusa nel 90% dei procedimenti penali monocratici e i GOT (Giudici Onorari di Tribunale) trattano e definiscono un terzo del contenzioso civile e penale dei tribunali”.

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“Il Governo avrebbe potuto - incalza il consigliere forzista - sfruttare l’opportunità del Recovery Fund sul potenziamento della giustizia. Invece continua a non trovare soluzioni serie e definitive”.

“Una “disattenzione” davvero grave - evidenzia ancora Giannetta - anche in considerazione dell’apporto, consolidato, storico, competente, della magistratura onoraria presso i tribunali “di frontiera”, come quelli calabresi, per esempio, in cui sull’amministrazione della giustizia incidono in modo gravoso le azioni di contrasto alla criminalità organizzata. Il Ministro non ignori i diritti dei lavoratori della Giustizia. Le soluzioni - conclude - non possono essere oltremodo procrastinabili”.

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