
Istituzioni, primo settore e magistrati a confronto sul futuro dei giudici onorari minorili
12 ottobre 2026 11:58A quasi un secolo dall'istituzione dei Tribunali per i Minorenni, avvenuta nel 1934, la magistratura onoraria minorile si è riunita per la prima volta in un Congresso nazionale per affrontare le questioni legate al riconoscimento della propria funzione e alle prospettive aperte dalla riforma della giustizia.
L'appuntamento, svoltosi il 9 ottobre nell'Aula Aldo Moro del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Bari, è stato promosso dall'Associazione Italiana Magistrati Onorari Minorili (A.I.M.O.M), presieduta da Michele Bulzis, con Roberta Mallamaci e Pietro Barba nel ruolo attivo di vicepresidenti.
Il Congresso, dal titolo "Un secolo al servizio dei minori. La Magistratura Onoraria Minorile tra Costituzione, giurisdizione e futuro", ha registrato un'ampia partecipazione di giudici onorari minorili provenienti da tutta Italia, insieme a Presidenti dei Tribunali per i Minorenni, Procuratori della Repubblica presso gli uffici minorili, magistrati togati, esponenti delle istituzioni e del mondo accademico.
Ad arricchire il confronto sono stati i contributi delle rappresentanze politiche e istituzionali, dell'avvocatura specializzata, delle associazioni professionali e delle realtà impegnate nella tutela dell'infanzia e dell'adolescenza.
Numerosi gli interventi che si sono succeduti nel corso della giornata, offrendo differenti prospettive sulla funzione della magistratura onoraria minorile, sulla necessità di preservare la specializzazione della giustizia minorile e sulle criticità connesse alla futura riorganizzazione degli uffici giudiziari.
Al centro del dibattito, il ruolo dei giudici onorari minorili, professionisti provenienti da differenti ambiti disciplinari che, attraverso le proprie competenze specialistiche, contribuiscono all'esercizio della giurisdizione e alla valutazione di situazioni particolarmente delicate, nelle quali sono coinvolti bambini, adolescenti e famiglie.
Particolare rilievo ha assunto l'intervento del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che ha riconosciuto il ruolo decisivo della magistratura onoraria minorile, sottolineando come il contributo dei giudici onorari non si esaurisca in una funzione di supporto al magistrato togato, ma si fondi su autonome capacità di valutazione e su specifiche esperienze professionali.
Il viceministro ha inoltre richiamato la necessità di risorse strutturali adeguate per garantire l'efficacia della giustizia minorile, evidenziando le criticità organizzative ed economiche che accompagnano il processo di riforma.
Le sue considerazioni hanno assunto particolare significato in un momento in cui la magistratura onoraria minorile chiede un riconoscimento professionale, economico e previdenziale coerente con le responsabilità esercitate.
Su questi temi l'A.I.M..O.M ha avviato da tempo un'interlocuzione con le istituzioni nazionali.
Il presidente Michele Bulzis e la vicepresidente Roberta Mallamaci sono stati ricevuti in più occasioni a Roma, presso il Ministero della Giustizia, dal vice ministro Sisto e dai sottosegretari alla Giustizia che hanno mostrato grande sensibilità e messo al vaglio una profonda valutazione delle problematiche della categoria e la necessità di un intervento legislativo.
Il dialogo avviato ha, difatti, portato all'attenzione del Governo le istanze della magistratura onoraria minorile che, pur esercitando funzioni giurisdizionali di particolare responsabilità, non ha beneficiato delle medesime tutele riconosciute ad altre categorie di magistrati onorari.
L'auspicio è che il percorso di riforma della magistratura onoraria, sul quale il Governo ha manifestato attenzione, possa costituire l'occasione per superare l'attuale frammentazione normativa, comprendendo espressamente anche i giudici onorari minorili in una disciplina organica e unitaria e nel processo di stabilizzazione in atto.
Tra i contributi al Congresso, è stato apprezzato quello della presidente del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, Teresa Chiodo, che ha affrontato il tema del futuro della magistratura onoraria minorile alla luce delle riforme ordinamentali.
Nel suo intervento, la presidente Chiodo ha evidenziato il valore della collaborazione tra magistratura togata e onoraria, sottolineandone l'importanza.
Una riflessione accompagnata da indicazioni e proposte concrete sulle prospettive della magistratura minorile e sul nuovo assetto del Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie.
Diversi i contributi e gli spunti di riflessione sulla necessità di salvaguardare la specializzazione della giustizia minorile e di valorizzare il patrimonio di competenze ed esperienze professionali maturato dai giudici onorari nel corso degli anni.
Significativa anche la partecipazione di una delegazione di magistrati onorari del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, presenti al Congresso insieme alla presidente Teresa Chiodo.
Professionisti calabresi di lunga esperienza, tra cui la vice presidente di A.I.M.O.M Roberta Mallamaci, che da anni dedicano competenze e impegno alla tutela dei diritti dei minorenni, confrontandosi quotidianamente con situazioni familiari complesse, condizioni di vulnerabilità e percorsi di recupero di bambini e adolescenti coinvolti in vicende giudiziarie.
La loro presenza ha testimoniato la partecipazione della realtà giudiziaria minorile calabrese a un confronto nazionale che riguarda non soltanto il futuro professionale della categoria, ma anche la continuità e la qualità della tutela giurisdizionale dei minorenni.
Il Congresso di Bari ha infatti evidenziato come il riconoscimento dei diritti e delle tutele dei magistrati onorari minorili non sia una questione esclusivamente professionale.
La continuità degli incarichi, la valorizzazione dell'esperienza acquisita e la possibilità di operare in condizioni adeguate incidono direttamente sulla qualità del servizio giustizia e sulla capacità di garantire una tutela effettiva ai minorenni.
La giornata di Bari ha confermato la crescente attenzione e sensibilità delle istituzioni, della magistratura, dell'avvocatura e delle diverse realtà associative verso le istanze della magistratura onoraria minorile, facendo emergere un sostegno ampio e condiviso alla necessità di un riconoscimento atteso da anni. L'intervento del viceministro Francesco Paolo Sisto e il proficuo dialogo già avviato con un Governo attento, hanno conferito al primo Congresso nazionale A.I.M.O.M un significato che va oltre le pur importanti rivendicazioni della categoria.
Un riconoscimento che valorizzi il contributo di professionisti che, sin dal 1934, partecipano con competenza e responsabilità alla tutela dei soggetti più vulnerabili e che oggi chiedono di essere pienamente ricompresi a pieno titolo nel contesto della giustizia italiana, con pieno riconoscimento di ogni diritto.
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